Opinioni e Commenti
stampa

Punto politico: due vincitori inediti e futuro incerto

E’ prevedibile che per raggiungere un accordo ci vorranno mesi, non settimane. Di fatto, ogni possibile Governo appare oggi lontanissimo. Quasi impossibile verrebbe da dire, se non fosse che l’altra ipotesi, quella di un rapido ritorno alle urne, appare ancora più inutile e insensata. Serviranno sia fantasia che senso di responsabilità.

Parole chiave: elezioni politiche 2018 (19), elezioni 2018 (13)
Punto politico: due vincitori inediti e futuro incerto

Diversi sondaggi, alla vigilia delle elezioni, avevano spiegato che gli italiani credevano ben poco alle pirotecniche promesse elettorali che le varie forze politiche stavano loro proponendo. Eppure, al dunque, proprio alcune di queste promesse (il filosofo Goisis, a pagina 5 le chiama “confuse speranze”) hanno finito per fare presa sugli elettori più incerti, che si sono recati in buon numero alle urne, superando il 73% di partecipazione. Così, al Sud, ma anche in alcune regioni del Centro, il Movimento 5 Stelle ha fatto il pieno di voti. E questo, secondo molti analisti, anche e soprattutto grazie alla promessa di un reddito di cittadinanza per i senza lavoro. Nel nostro territorio i 5 Stelle ottengono invece risultati simili al 2013 (quando però avevano “rubato” molti voti alla Lega, allora in grossa crisi) e, comunque, sono stabilmente il secondo partito.
Il centrodestra, d’altro canto, non solo si è confermato in tutto il Nord, ma ha sfondato in varie regioni “rosse” del centro. In questo caso grazie, soprattutto, alla Lega di Salvini, diventata ormai partito nazionale (ha superato il 20% in Umbria, il 15% in Toscana e nelle Marche, perfino in Sardegna è andata in doppia cifra). In questo caso, le promesse che hanno orientato l’elettorato sono state la diminuzione delle tasse e la promessa di una stretta sull’immigrazione. Il cambiamento di pelle della Lega non ha effetti in Veneto, a livello di consensi. Il partito di Salvini fa il pieno di voti e di seggi. Nel nostro territorio è quasi ovunque  sopra il 30 per cento.Va detto, a onor del vero, che la Lega non ottiene il suo massimo storico, e neppure il Centrodestra come coalizione: sono solo tre nel nostro territorio i collegi conquistati con più del 50% dei voti e le percentuali sono decisamente più basse rispetto a quelle ottenute dalla somma di Lega e Lista Zaia alle regionali del 2015. Tuttavia, il successo resta indiscutibile e destinato, al momento, a mettere un freno a qualche increspatura (che pure c’è ed è visibile) tra la visione “sovranista nazionale” di Salvini e quella “autonomista” di Zaia.
La sconfitta del Pd
Il grande sconfitto è il Partito democratico di Matteo Renzi, che scende sotto il 20 per cento e riduce i danni solo in Toscana, in Alto Adige e in qualche provincia emiliana. La sconfitta ha varie cause: la crisi della sinistra in tutta Europa, il fatto di aver avuto le maggiori responsabilità di governo in questi anni difficili, l’incapacità di proposte (o anche solo di labili promesse) in grado di fare presa sull’elettorato e suscitare un senso di mobilitazione e di speranza. Tutte cause moltiplicate dall’evidente fastidio con cui molti elettori, dopo un iniziale idillio, hanno guardato alla leadership di Matteo Renzi. La sconfitta del Pd è stata poi resa ancora più grave da una legge elettorale che i dilettanti alchimisti del partito  avevano ideato per tagliare le gambe ai 5 Stelle. Infatti, la parte di sistema maggioritario presente nella legge ha spinto al rafforzamento dei primi due schieramenti, penalizzando il terzo. In origine, questo terzo polo doveva essere il M5S, invece nel meccanismo è rimasto stritolato il Pd. Tuttavia, come spiega in questo numero a pagina 4 Massimo Cacciari, la sconfitta del Pd ha radici profonde, al di là degli errori di Renzi. Non va dimenticato che l’ambizioso ex sindaco di Firenze ha preso in mano un partito del quale, cinque anni fa, erano rimaste solo macerie.
Il tramonto del Cavaliere
Tra gli sconfitti, c’è indubbiamente anche Forza Italia. E’ probabile che la battuta d’arresto di Berlusconi, nettamente scavalcato da Salvini, segni stavolta in modo definitivo il tramonto politico del Cavaliere, poiché esso avviene per consunzione. Si apre però un grandissimo problema per l’area moderata di centrodestra che non vuol finire fagocitata da Salvini. Da registrare, inoltre, il pessimo risultato delle varie formazioni centriste. Il 10% conquistato da Monti cinque anni fa è letteralmente sparito.
Cattolici dove siete?
L’insignificante risultato dei moderati, sia di centrodestra che di centrosinistra, porta a un ulteriore arretramento della presenza cattolica in Parlamento. Lo stesso risultato del Popolo della Famiglia, vicino all’1 per cento, si rivela velleitario. Si è passati in pochi anni dalla diaspora all’insignificanza, dalla frammentazione alla polverizzazione. Senza che questo venga più avvertito come un problema dalla grandissima parte degli elettori cattolici praticanti. In che modo gli ideali evangelici e la Dottrina sociale della Chiesa sono in grado di orientare le diverse scelte?
Sta di fatto che l’Italia si trova in questo momento dentro un inedito bipolarismo, sociale prima che politico, che spacca in due l’Italia. Un bipolarismo che non riesce, però, ad assicurare una maggioranza.
Futuro incerto
Che fare ora, è l’interrogativo che tutti si pongono. Ci ritorneremo, il tempo non mancherà. E’ prevedibile che per raggiungere un accordo ci vorranno mesi, non settimane. La coalizione più vicina alla maggioranza (soprattutto al Senato) è il centrodestra, il M5S è di gran lunga il primo partito. L’ipotesi inizialmente evocata, quella di una maggioranza anti-europeista e anti-sistema tra Lega e 5 Stelle, ha perso subito smalto, proprio per come il voto si è strutturato: come conciliare reddito di cittadinanza e flat tax? E poi, che interesse avrebbe Matteo Salvini di fare da stampella al leader pentastellato Luigi Di Maio? Qualsiasi altro Governo politico passa, però, attraverso un appoggio almeno esterno del Pd. Oggi un partito ferito, una polveriera sul punto di scoppiare, difficilmente in grado di prendere scelte così dirompenti. Sotto sotto sta salendo la tentazione di un’alleanza tra Pd e 5 Stelle. Ma siamo ancora ai primi approcci. Di fatto, ogni possibile Governo appare oggi lontanissimo. Quasi impossibile verrebbe da dire, se non fosse che l’altra ipotesi, quella di un rapido ritorno alle urne, appare ancora più inutile e insensata. Serviranno sia fantasia che senso di responsabilità.
Di sicuro, i progetti di flat tax e reddito di cittadinanza resteranno nei cassetti per un bel po’ di tempo, forse per tutta la legislatura. E si vedrà, allora, come reagirà l’elettorato, mai così mobile come in questi anni.

Tutti i diritti riservati
Punto politico: due vincitori inediti e futuro incerto
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento