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Renzi e il Veneto: inizia una partita che si giocherà fino al 2018

Analisi a caldo sul discorso del premier all'assemblea di Unindustria. Per il Veneto è arrivato il momento di  giocare la partita decisiva: non tanto tra destra e sinistra, ma tra chi pensa ad un’alleanza “di sistema” per il paese e tra chi scommette sullo “scontro ad oltranza” con il Governo.

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Renzi e il Veneto: inizia una partita che si giocherà fino al 2018

Per due anni e mezzo lavoriamo tutti insieme. Non vengo a chiedervi voti, per ora, ma lo farò tra due anni e mezzo, quando intendo passare all’incasso.

E’ forse questo il passaggio politicamente più significativo del discorso di Matteo Renzi all’assemblea di Unindustria Treviso.

Che , stando alle prime impressioni, è stato un trionfo per il premier. Renzi si conferma grande “narratore” e comunicatore. Sa di potersi presentare agli industriali con diverse frecce al suo arco. Le riforme vanno avanti, a partire da jobs act e Pubblica amministrazione. Ma sa anche che la platea, su fisco e costo del lavoro, gli chiede un cambio di marcia. E non delude le attese, anche se le promesse poi devono sempre diventare fatti. E se si allargano da qualche parte i cordoni della borsa, da qualche altra bisognerà stringerli, coma ha subito fatto notare il presidente del Veneto Luca Zaia.

Ma Renzi sa anche che la platea di Unindustria non gli è ostile. Già un anno fa, nello stesso luogo, erano state scintille tra la dirigenza e Zaia. Se si fosse presentato ad un’assemblea di artigiani o commercianti, non avrebbe ricevuto gli stessi applausi. Renzi sa anche che non sempre gli applausi si trasformano in voti e che comunque il suo personale consenso non si riversa automaticamente sul Partito di cui è il segretario, il Pd. Infatti non cita mai il Partito democratico, parla certo di profughi e povertà, ma tesse l’elogio dell’imprenditoria e della ricerca del profitto.

Per questo, Renzi oggi si gode gli applausi. Non esitando ad attaccare frontalmente la Lega, ma senza affondare i colpi. Non è il momento di chiedere voti, la partita decisiva, per lui si giocherà nel 2018. In tal modo accetta di prendersi una grande responsabilità e un grande rischio, vista la vastità delle promesse e degli annunci fatti oggi dal palco di Lovadina.

Ma fa capire che anche per il Veneto è arrivato il momento di  giocare la partita decisiva: non tanto tra destra e sinistra, ma tra chi pensa ad un’alleanza “di sistema” per il paese e tra chi scommette sullo “scontro ad oltranza” con il Governo. Fiducia contro rabbia, speranza contro “paura” (parola citata più volte da Renzi), testa contro pancia. Una partita non scontata, ma decisiva per le sorti del Veneto. Forse di più che per le sorti di Renzi.

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