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Se la vita non è più un dono...

La Corte Costituzionale ha stabilito che per una coppia sterile avere figli è un “diritto incoercibile”, un diritto che non si può negare. Con questa sentenza assistiamo ad un mutamento di atteggiamento verso il figlio.

Parole chiave: paternità (6), vita (74), eterologa (6), maternità (26), fecondazione assistita (2)
Se la vita non è più un dono...

Probabilmente conosciamo lo sguardo della coppia che esposta dalla domanda confidente: “E allora quando arrivano i figli?” resta muta e ti fissa in un silenzio che svela. Gli occhi corrono da uno all’altro e ci si rende conto del segreto sofferto. A volte si usano le parole per rendere esplicito quello che già era chiaro: “Non possiamo avere figli”. A quel punto ci si sente elefanti in una cristalleria, non sempre capaci di parole appropriate da dire a due persone che sicuramente hanno dovuto esibire agli altri una delle ferite più intime. A volte la confidenza lascia aperta una fessura e si intravvede la sofferenza di chi dei due si sente in colpa perché sembra che tutto dipenda dal suo corpo che non può dare vita. Ti raccontano dei tentativi e delle delusioni, dei medici e delle cure, di quello che gli è stato detto e di cosa si sono detti tra loro due. Ci si rende conto in quel momento di quanto sia vero ciò che scoprono i genitori a cui nasce un figlio: quella nuova vita è un dono gratuito, certo viene dalla scelta dei genitori, ma non dipende solo da questo, anzi.
La coppia non fertile sembra privata del dono di dar vita e può vivere questo come ingiustizia. Infatti non è giusto che una coppia possa avere figli e un’altra no. Come non è giusto rimanere vedovi, essere disabili, morire… La vita pone dei limiti e non sono uguali per tutti. Principio di realtà è riconoscerli e accettarli per scegliere come viverli.
Dal dono al diritto. La coscienza di questa difficoltà rende comprensibile che alcune coppie non fertili vivano questo limite come la mancanza di un diritto del quale sono stati privati. La Corte Costituzionale ha stabilito che per una coppia sterile avere figli è un “diritto incoercibile”, un diritto che non si può negare. Con questa sentenza assistiamo ad un mutamento di atteggiamento verso il figlio: il figlio non è più un dono ma un diritto, i genitori non sono più solo coloro che danno la vita ma che hanno dei diritti sulla vita. E’ comprensibile che questa sentenza sia stata accolta bene perché sembra rendere giustizia alle persone. E che i politici, ad iniziare dalle regioni, abbiano cercato facile consenso su questo tema. Ma non è tutto oro quello che luccica. Lo spostamento di significati, il dono che diventa diritto creerà dei nuovi problemi. Innanzitutto perché non è giusto per il figlio essere ritenuto un diritto del genitore, una realtà del genitore, un suo possesso. Se percepisco mio figlio come un dono sarò stupito della sua esistenza, guarderò alla sua vita con rispetto, la mia esistenza di genitore sarà risposta a quel dono ricevuto. Se mio figlio è un diritto allora sarà prevalentemente frutto della mia/nostra volontà. E se non farà quello che voglio io, e se non sarà quello che voglio io? Se il “mio diritto” non vuole essere mio diritto? Ovviamente questo non significa che tutti i figli venuti al mondo secondo natura siano riconosciuti come dono; magari fosse vero.
Nuove ingiustizie. La fecondazione eterologa (significa che spermatozoi e/o ovuli possono essere di altre persone diverse dai genitori che a quel punto non sono più genitori; il figlio è tuo ma non è tuo) costa circa 6.000 € (i listini danno prezzi vari). Dipende dai costi clinici e da quanto si deve pagare chi viene chiamato donatore o donatrice, anche se solitamente non dona ma lo fa per soldi (nel caso della donna sempre). E’ giusto? Un giorno non lontano un Tribunale o la Corte costituzione stabilirà il diritto incoercibile per una donna che non può condurre a termine una gravidanza di poterlo chiedere ad un’altra. Tranne i casi, che finiscono sui giornali, si fa per denaro e questo si scrive meno nei quotidiani. E’ giusto? Una coppia feconda che vuole avere figli ma non ha i soldi per mantenerli, non ha risposte in Italia. Questo è giusto? Nessuno rende possibile quel diritto incoercibile? Una coppia che vuole adottare un figlio non ha il diritto incoercibile ad averne uno, non paga il ticket come sarà per la fecondazione eterologa ma molte migliaia di euro in viaggi e documentazione aspettando anni. Questo è giusto? Il diritto incoercibile è un diritto personale pagato sulle vite di altre persone e negato ad altri. La fecondità è altro, molto altro.

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