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Sistema elettorale: anche le buone leggi non sono risolutive

Sembra che gli organi d’informazione enfatizzino a dismisura le positività di una legge bipolare, e si cerchi di coprirne i limiti

Parole chiave: commenti (2), legge elettorale (19), elezioni (343), politica (69), renzi (85)
Sistema elettorale: anche le buone leggi non sono risolutive

Uno dei problemi prioritari per Matteo Renzi, il nuovo segretario del Pd, è la legge elettorale.
C’è voluto l’intervento della Consulta a bocciare il Porcellum del 2005 e perché finalmente se ne cogliesse l’incostituzionalità. In effetti, è stata la certificazione del fallimento di una classe dirigente e cioè una stoccata ai partiti che per interessi di bottega avevano varato una legge che imponeva al cittadino la volontà e le scelte del partito.
La sentenza della Corte costituzionale, ha così rivendicato i diritti degli elettori, anche se certi uomini della politica non ne hanno condiviso il pronunciamento ritenuto un’intromissione in un ambito di esclusiva competenza della politica. Al di là di legittime disquisizioni giuridiche, va sottolineato che la politica si è mostrata incapace di assolvere ai propri doveri.
Di qui le pesanti accuse, anche se strumentali per interesse di parte, che il Movimento 5S ha mosso ancora una volta ai partiti. Per le forze politiche si pone adesso il dovere non più rinviabile, di elaborare una nuova legge elettorale. Ci sono in campo molte proposte che sembrano quasi tutte convergenti sul bipolarismo. Molti ritengono che un sistema bipolare renda più facile la governabilità e aiuti e far chiarezza tra destra e sinistra, anche se ci sono versioni differenti del maggioritario.
Per evitare di fare di un sistema una sorta di totem non è fuori luogo ricordare che in quest’ultimo ventennio il maggioritario non ha salvato il Paese dai guai che abbiamo sotto gli occhi. Un sistema elettorale, pur con le sue valenze, è sempre qualcosa d’imperfetto e non è il toccasana dei problemi sul tappeto. Tra l’altro, ci sono Paesi anche in Europa che non hanno scelto il maggioritario.
Sembra che gli organi d’informazione enfatizzino a dismisura le positività di una legge bipolare, e si cerchi di coprirne i limiti. Non si evidenzia che il maggioritario non lascia per esempio spazio ad altre esperienze politiche organizzate, perché impone: sinistra o destra. E’ dunque un sistema che non consente al cittadino una piena libertà di scelta. Forse, lo schieramento oggi quasi plebiscitario contro l’ipotesi di un sistema proporzionale, nasce dal ricordo di Tangentopoli. Però l’onestà intellettuale non consente una lettura distorta o interessata della storia. Nella prima Repubblica del proporzionale, non ci sono stati solo errori, interessi di parte, prevaricazioni ecc., che hanno prodotto Tangentopoli. La ricostruzione di un Paese sfasciato da una dittatura e da una guerra si è realizzata nella prima Repubblica proprio negli anni in cui vigeva un sistema proporzionale.
L’Italia ha cambiato gradualmente il suo volto e si è consolidata anche la democrazia che pone il nostro Paese tra gli stati più progrediti. Non pare corretto rievocare fatti e scelte sbagliate o discutibili della prima Repubblica per promuovere il maggioritario. Piuttosto è auspicabile che venga scelto un modello bipolare che non deluda le attese dei cittadini.

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