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Il ritorno dei lupi sul Grappa

Nel 2017 i lupi sul Monte Grappa hanno portato 16 attacchi e ucciso 42 capi di bestiame. Sono numeri ancora contenuti, ma il ritorno del lupo sul Massiccio ha destato preoccupazione. Se ne parlerà il prossimo 8 maggio alle 20.30, nel Centro sociale di Possagno.

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Il ritorno dei lupi sul Grappa

Nel 2017 i lupi sul Monte Grappa hanno portato 16 attacchi e ucciso 42 capi di bestiame. Sono numeri ancora contenuti, ma il ritorno del lupo sul Massiccio ha destato preoccupazione. Se ne parlerà il prossimo 8 maggio alle 20.30, nel Centro sociale di Possagno, grazie a un’iniziativa del Comune e della sottosezione Pedemontana del Cai di Feltre. Pastori e malgari sono preoccupatissimi, la Regione Veneto fornisce le reti elettrificate e i pastori maremmani per difendersi e rimborsa i capi abbattuti dai lupi, tramite le risorse messe a disposizione dal progetto europeo Life Wolfalps che ha ora terminato la sua operatività.
“Sul Grappa il lupo è tornato nel 2016 - spiega Enrico Ferraro, tecnico faunistico che relazionerà all’incontro assieme a Fabio Dartora e Andrea Vendramin, consulenti per la prevenzione da danni da fauna -. Probabilmente arriva dalla Lessinia dove è tornato da diversi anni. Nel 2017 la prima coppia, che potrebbe essere composta anche da un lupo della Slovenia, si è riprodotta e secondo i dati del «fototrappolaggio» dovrebbero essere almeno 6 i lupi in circolazione nella zona sommitale del Grappa. In genere il branco, tra coppia alfa, l’unica che si riproduce, cuccioli e lupi adulti, non supera i 12 o 13 esemplari e assieme coprono un terreno di 25.000 metri quadrati di territori. In quest’area sono padroni assoluti e mano a mano che si staccano dal branco vanno a colonizzare altre zone lontane dalla zona di origine”.
La ripresa dell’area boschiva in Grappa e la presenza degli ungulati mufloni, caprioli, cervi, camosci e soprattutto cinghiali, ha stimolato il ritorno dei lupi. “Per ora il lupo preleva questi animali selvatici, ma se non vengono adottate le misure di prevenzione potrebbe trovare più facile attaccare il bestiame domestico. In Asiago, sull’Altopiano, quest’anno nonostante da più anni sia presente il lupo sono stati solo 24 gli attacchi con 28 capi abbattuti, in Lessinia invece sono stati predati lo scorso anno 158 capi e nel bellunese circa 140 capi domesitici”. Per l’uomo il lupo non costituisce un pericolo, se è vero che in 150 anni, nonostante la presenza massiccia in Abruzzo, non si segnala alcuna vittima per l’attacco di lupi. “Il lupo è un animale molto attento, diffidente, difficile da sorprendere. Tuttavia la mortalità dei cuccioli è altissima, per malattia o per incidenti stradali. Anche il bracconaggio fa la sua parte”. Nelle Lessinia, come pure in alcune zone del Trentino, l’allarme è molto alto e forse si è tardato a mettere in atto le misure di prevenzione, creando un clima di forte tensione. “Sul Grappa occorre continuare l’analisi, capire con le indagini genetiche e il censimento che tipo di popolazione di lupi è presente. E’ opportuno considerare il lupo anche come animale per il controllo dei cinghiali, numerosissimi e molto più dannosi. Insomma vedere il problema complessivamente, evitando che il lupo sia la causa di ulteriore abbandono della montagna”.

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