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Il seme di don Erasmo: il Cfp di Fonte ricorda il centenario del fondatore

Cento anni fa nasceva mons. Erasmo Pilla, fondatore del Centro di Formazione Opera Monte Grappa. Per l’occasione la Fondazione ha organizzato una serata dal titolo “Un prete, una storia, una scuola” e ha stampato un libro con lo stesso titolo, scritto dall'attuale direttore, don Paolo Magoga.

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Il seme di don Erasmo: il Cfp di Fonte ricorda il centenario del fondatore

Cento anni fa nasceva mons. Erasmo Pilla, fondatore del Centro di Formazione Opera Monte Grappa. Per l’occasione la Fondazione ha organizzato una serata dal titolo “Un prete, una storia, una scuola” e ha stampato un libro con lo stesso titolo.

Il programma della serata, martedì 10 dicembre al Cfp (piazza San Pietro, 9 Fonte Alto), prevede alle ore 18.00 l’apertura della scuola ai cittadini con la possibilità di visitare la struttura e i laboratori, con buffet. Quindi, alle 20.30, una tavola rotonda a cui parteciperanno il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, il sindaco di Fonte Luigino Ceccato, il presidente della Scuola centrale di formazione Bruno Emilio Gandini, lo storico Giancarlo Cunial, il direttore della fondazione Opera Monte Grappa Andrea Mangano e il presidente don Paolo Magoga. Condurrà la serata il giornalista del settimanale “La vita del popolo” Bruno Desidera.

Per l’occasione don Magoga presenterà il libro “Un prete, una storia, una scuola”, sulla figura di mons. Erasmo Pilla. La serata sarà accompagnata dalla musica del Quartetto d’archi femminile “MusicalMente Orchestra”.

“Ricordare i cento anni dalla nascita di mons. Pilla - afferma don Magoga - ci dà modo di lasciare un segno di gratitudine per gli anni che questo prete ha donato al “suo” Centro e  ai “suoi” ragazzi. Andare alle origini e sentire ancora vibrare speranze e gioie, ideali e azzardi, accanto a preoccupazioni e alcune delusioni, ci permette di abitare una storia più ampia che affonda le sue radici nei sogni arditi e nelle coraggiose scelte di chi, prima di noi, ha tracciato il sentiero”.

Nel libro don Paolo Magoga ripercorre la nascita della scuola attraverso scritti e testimonianze. Scrive il presidente Michele Torresan e il primo direttore del Centro, il maestro Ernesto Gobbato, in una lettera inviata nel Natale del 1955 forse a banche o ad Amministrazioni: “Allo scopo di alleviare la grave situazione economica della Pedemontana, si è pensato di istituire un ente per avviare al lavoro e specializzare la gioventù della zona. Tale ente è sorto a Fonte, con la denominazione di Centro Acli mandamentale.

Esso è ormai felicemente iniziato e funziona in pieno da circa 4 mesi, con due corsi: uno per meccanici aggiustatori e uno per muratori, che contano complessivamente circa 150 allievi”.

Trascorsi solamente pochi anni, il Centro è ormai avviato. Don Pilla sente la necessità che la struttura abbia un suo riconoscimento legale e, con l’intervento degli Uffici diocesani competenti di Treviso e Padova, avvia la pratica di riconoscimento giuridico. Esso avverrà il 3 luglio 1961 come Fondazione Opera Monte Grappa. Negli anni nasce anche l’associazione dei genitori. Il territorio subisce l’emigrazione dei giovani che per trovare lavoro devono andare all’estero. Sono quindi molti anche i contatti con gli emigranti, in Europa e oltre. “Bisognava capire - diceva mons. Pilla -. Bisognava trovare modalità nuove per trasmettere e mantenere la cultura cristiana a quei giovani sradicati dal loro ambiente abituale”.

Negli anni la scuola si è strutturata per rispondere sempre meglio alle problematiche dei ragazzi. Accanto al percorso tradizionale, dove il numero di alunni ruota attorno alle 20-25 unità, ne è stato creato uno nuovo in cui il numero di componenti della classe, non supera mai le 8-10 unità. Questo permette un uso di strumenti didattici e dinamiche di classe molto più personalizzate.

Negli auguri di Natale del 1997 don Erasmo scrive: “Anni fa usciva un seminatore come tanti altri. Il seme era destinato ai figli della povera gente, i giovani del Centro di formazione professionale di Fonte, un esercito di onesti e capaci lavoratori sparsi nelle varie parti del mondo. Il giovane seminatore è diventato vecchio, la bisaccia è ormai vuota. Questa è la via di Dio. Come Abramo demmo il via a questa scuola e fummo ritenuti uomini pazzi, ma la speranza cristiana è anche saggezza e fortezza di Dio donata agli uomini. Questa saggezza ha umanamente e cristianamente prevalso nonostante la povertà umana”.

Nel 2001, anno della sua morte, in un’intervista a un giornalista che gli chiedeva del Centro, dall’alto dei suoi 82 anni, con un filo di voce, bisbigliò: “Scrivi che sono stati i preti con gli zoccoli a fare la scuola di Fonte, non quelli con i fiocchi”.

Copie del libro sono disponibili, con offerta libera, nella sede del Centro di formazione professionale.

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