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LE STORIE DEL CORONAVIRUS. La preoccupazione degli albergatori di Asolo: "Vuota anche la camera di Eleonora Duse"

“Due domenica fa era pieno - commenta preoccupato Fausto Bosa, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna -. In una settimana si è fatto deserto in tutto l’Asolano”.

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LE STORIE DEL CORONAVIRUS. La preoccupazione degli albergatori di Asolo: "Vuota anche la camera di Eleonora Duse"

Bastava guardare il cielo, domenica scorsa 8 marzo, per capire che i turisti non ci sono. Diversamente dal solito non si vedevano le decine di parapendio galleggiare sull’aria calda che risale il crinale del Grappa.

“Due domenica fa era pieno - commenta preoccupato Fausto Bosa, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna -. In una settimana si è fatto deserto in tutto l’Asolano”.

Abbassando lo sguardo e inquadrando il cuore di Asolo, tra piazza Brugnoli e la Rocca, l’impressione è quella della bonaccia sul mare, non si muove nulla, il chiacchiericcio solito non si sente, si va alla deriva.

Nonostante gli inviti del sindaco Mauro Migliorini, prima del DPCM 8 marzo, a uscire da casa e a visitare Asolo, di gente in giro non se ne vedeva.

“Da una decina di giorni sono piovute le disdette - racconta Silvia De Checchi che insieme alla sorella Elena gestisce il prestigioso albergo Al Sole con 23 lussuose camere -. Tutto è andato di pari passo con la cancellazione dei voli. Condividiamo questa sorte con i nostri colleghi della catena a cui apparteniamo, Firenze e la Costa amalfitana non hanno prenotazioni”. L’albergo al Sole si trova in centro ad Asolo e assieme al ristorante “La Terrazza” è un punto di riferimento per gli amanti del lusso e della vacanza di qualità. Si può prenotare la camera 202, quella che fu di Eleonora Duse. “Ora siamo in ansia per i gruppi che dovrebbero arrivare a fine aprile, dovessero cancellare anche loro sarebbe drammatico. Abbiamo 12 persone come dipendenti, abbiamo da pagare una serie di lavori, dalla ridipintura delle camere all’aggiornamento della domotica, e per ora siamo senza liquidità”.

Non è di quelle che si arrendono Silvia. Nel 1996 accettò la sfida con la sorella di gestire l’albergo restaurato dal padre Vittorio De Checchi, pur non avendo esperienza. E’ diventata un’esperta dell’accoglienza, mentre la sorella Elena segue la sala e l’équipe della cucina. “In 24 anni di lavoro non avevo mai visto nulla di simile. Abbiamo cercato di reagire e nei primi giorni ci siamo dedicati alla programmazione della prossima stagione. Abbiamo messo in campo tutte le azioni possibili per l’impiego del personale. Ora però dovremo chiudere per qualche giorno e aspettare il momento giusto per riaprire”.

“Di fronte a queste situazioni il Governo ha già messo in campo iniziative - dice il presidente Bosa -. C’è il bonus dei 500 euro per gli artigiani, l’attivazione della cassa integrazione in deroga e il Fondo di solidarietà bilaterale artigiano ha aperto una nuova linea di sostegno al reddito. La situazione, però, è senza precedenti, si pensi che tutti i noleggiatori dei bus sono fermi, l’indotto alberghiero è fermo. Non soffre solo il turismo, ad esempio gli autisti stranieri pretendono la sanificazione dei bancali per trasportare merci dall’Italia, le trasferte dei nostri tecnici all’estero sono state cancellate, ferme anche le officine e le carrozzerie. Il mondo dei taxi e del noleggio con conducente non ha richieste nel nostro territorio. Ci attendiamo un intervento dall’Europa, altrimenti tutto diventa insuperabile”.

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