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San Zenone rischia di perdere i padri Passionisti, presenza preziosa

“Difficile spiegare queste decisioni ai laici - commenta padre Dino Frigo, attuale direttore -, la vita delle congregazioni è complessa e noi abbiamo attraversato diverse riforme, non ultima quella che ha ridotto l’intera Italia in un’unica provincia.

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San Zenone rischia di perdere i padri Passionisti, presenza preziosa

A San Zenone non vogliono perdere la speranza, un ripensamento è sempre possibile ed eviterebbe la partenza annunciata dei Padri Passionisti. Il convento si trova lassù, accanto al colle del Castellaro, fin del 1927. I Padri Passionisti sono da sempre parte della vita sociale e religiosa del paese  e di tutta la Pedemontana. L’attuale direttore, padre Dino Frigo, è originario della frazione di Ca’ Rainati e la sua vocazione è maturata proprio all’ombra di quel convento.
“Difficile spiegare queste decisioni ai laici - commenta padre Frigo -, la vita delle congregazioni è complessa e noi abbiamo attraversato diverse riforme, non ultima quella che ha ridotto l’intera Italia in un’unica provincia, divisa in sei regioni religiose che comprendono anche il Portogallo e la Francia. Non sarà una cosa immediata, ma l’indirizzo è quello: dovremo chiudere cinque conventi nella nostra provincia”.
Padre Frigo prima di diventare direttore a San Zenone degli Ezzelini è stato missionario in Tanzania e in questi anni ha contribuito a saldare il rapporto fra quella terra africana e il territorio di San Zenone. Diversi volontari si recano da anni laggiù ogni estate per svolgere lavori di edilizia e di impiantistica. Ogni anno poi si svolge, dentro il convento, una rassegna di presepi, il cui ricavato va devoluto alla missione africana dei Padri.
I Passionisti un tempo, partendo da questo convento, svolgevano le cosiddette “missioni” nelle diverse parrocchie delle diocesi limitrofe, settimane di preghiera, di penitenza e di riflessione, guidate proprio dai padri fondati da San Paolo della Croce nel 1720. Il carisma dei Passionisti si condensa nel mistero della Croce e Resurrezione di Cristo e per questo hanno particolare attenzione verso chi soffre.
Padre Angelo, residente da alcuni anni nel convento di San Zenone, segue i malati, gli incontri dei gruppi nel convento e collabora con le parrocchie di San Zenone e di Ca’ Rainati. Così padre Frigo e padre Giulio sono impegnati da anni anche nella cura delle comunità neocatecumenali di Castelfranco e Bassano. “Confesso che nonostante tutto spero ancora di fare il centenario della nostra presenza quassù - dice padre Frigo -. La situazione è difficile, siamo chiamati a fare comunità e il numero qui è veramente ridotto, siamo in cinque e solo due sotto gli ottant’anni”.
Nel Veneto sono presenti anche in provincia di Verona, poi ci sono case a Bergamo e a Bologna. La maggior concentrazione di conventi si trova in centro Italia con una ventina di sedi. In totale in Italia sono 64 i conventi maschili. A San Zenone i Padri arrivarono nel 1927 e andarono a occupare un sito dove monsignor Pellizzari aveva fatto erigere una chiesetta. Si tratta di una bella sede, che ha accolto, in diversi momenti, i novizi dei Passionisti. L’ultima volta è stato il 17 novembre del 2008 con la vestizione di otto futuri padri, nel Santuario della Madonna del Monte. Un’antica tradizione di fede e speranza a cui si spera di non dover rinunciare.

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