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Senza internet veloce la Pedemontana è fuori mercato

Ormai è un’esperienza drammaticamente comune sulla Pedemontana del Grappa, lo schermo nero durante il collegamento in videoconferenza. Le rete è troppo lenta e a Crespano, Fietta, Possagno, oppure più giù, appena a nord della statale Bassanese, aziende e privati sempre di più fanno i conti con l’emergenza “megabit”.

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Senza internet veloce la Pedemontana è fuori mercato

Ormai è un’esperienza drammaticamente comune sulla Pedemontana del Grappa, lo schermo nero durante il collegamento in videoconferenza. Le rete è troppo lenta e a Crespano, Fietta, Possagno, oppure più giù, appena a nord della statale Bassanese, aziende e privati sempre di più fanno i conti con l’emergenza “megabit”. Nadia Bastianon, titolare assieme al fratello dell’Azienda di intermediazione di vini, superalcolici nazionali e internazionali per il Triveneto, “Graziano Bastianon” con sede a Fietta, a Pieve del Grappa non sa più a chi chiedere. Ha scritto a sindaco, aziende di telecomunicazioni, al Governatore del Veneto Zaia, ma ancora niente. “Con l’emergenza Covid e con la impossibilità di spostarci sul territorio siamo ricorsi più volte alla rete digitale, ma sempre con grandissimi problemi”. Già con la chiusura il loro fatturato è crollato, se poi si aggiunge la difficoltà di comunicare con i clienti il conto diventa insostenibile. “Lavoriamo con le province di Treviso, Venezia e Belluno, abbiamo contatti con tantissime Nazioni: dalla Francia alla Spagna, Portogallo e fuori dall’Europa con Nuova Zelanda, Cile, Argentina, Stati Uniti. L’altro giorno quando ho dovuto per l’ennesima volta ridurre la mia presenza in videoconferenza al solo audio ero sconsolata, così il nostro lavoro è distrutto”.

Dalla Tim alla Vodafone, da Eolo a Fastweb, tutti hanno promesso miracoli, la verità è che la fibra non arriva proprio e anche l’adsl è risibile. “Un’azienda ci ha fatto pagare l’attivazione e poi non ha mai fatto partire il servizio. Così non siamo ad armi pari, non possiamo giocare all’attacco come eravamo abituati a fare”. Conferma la difficoltà Fausto Bosa, presidente della Confartigianato di Asolomontebelluna. “In questo periodo di chiusura si è avvertita ancor di più la mancanza di copertura di rete in termini di qualità in Pedemontana; esempio tangibile la criticità riscontrata nell’area coperta dalla fibra ottica di Ascopiave”. Bosa ha raccolto le istanze degli associati e spera di andare al più presto a un incontro o comunque a un accordo con Ascotlc.

I sindaci sembrano non riuscire a trovare una voce unica per chiedere ciò che nel 2006 era stato promesso da Ascotlc, ovvero la fibra portata fino all’ultimo miglio dei cittadini della Pedemontana. Nell’ottobre del 2006 la Regione gira 1,1 milioni di euro alla comunità Montana del Grappa che aggiunge 390.000 euro del soggetto attuatore, Ascotlc, per realizzare la rete in fibra ottica. Si promisero connessioni economiche e veloci nella case dei cittadini, l’operazione fu un insuccesso e oggi la Pedemontana è un far west di offerte di “finta fibra”.

Stefano Faè, attuale presidente di Ascotlc, spiega che la sua azienda ha fatto il possibile in queste aree a perdita di mercato. “Abbiamo investito là dove nessuno trovava convenienza, abbiamo collegato con la fibra ospedali, Comuni, scuole del Trevigiano. Le aree industriale sono servite da noi. Un investimento che ha superato i 40 milioni di euro, dei quali fa appunto parte l’anello del Grappa. Ora però è il turno dello Stato. Esiste il progetto «Open Fibra», finanziato dall’Unione Europea con quattro miliardi di euro”.

Il progetto è in drammatico ritardo: doveva essere al terzo bando e invece è bloccato al primo. “Noi siamo convinti che si debba portare la fibra fin dentro le case, il rame del doppino telefonico è inadeguato. Per fare questo però serve che lo Stato investa. Se devo fare uno «sbraccio» per portare la fibra a un paio di chilometri dalla statale il lavoro può costare più di 25mila euro, posso anche metterci la metà, ma qualcun altro devo contribuire, non è possibile che un’azienda, per di più una partecipata dai Comuni, lavori con queste perdite”.

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