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Studenti, professori e genitori a scuola di prevenzione da dipendenze nel distretto di Asolo

Gli incontri si sono tenuti online, ma non hanno mancato di coinvolgere i partecipanti nell'ascolto di storie di dipendenza da cui si cerca di uscire

Studenti, professori e genitori a scuola di prevenzione da dipendenze nel distretto di Asolo

“Quando hanno parlato i tre ragazzi è stato molto toccante: vedere come alcune situazioni ti possono portare a cercare rifugio nelle sostanze o invece come in altre, dove apparentemente non ci sono problemi gravi, si possa finire lo stesso nel terribile ciclo. Ci ha fatto pensare molto e ci tornerà utile nella vita”. Così un allievo della classe III B di Pieve del Grappa racconta la sua esperienza del “Progetto dipendenze”, curato dalla cooperativa Olivotti in collaborazione con la propria comunità di Pagnano e realizzato nel Distretto di Asolo dell’Ulss2. Il progetto ha coinvolto il Servizio per le dipendenze patologiche, Serd di Castelfranco Veneto. Sono state 35 le classi del territorio coinvolte, circa 800 alunni e 40 docenti. Il progetto prevedeva incontri di formazione per genitori e adulti significativi (scout, Masci, volontari, allenatori sportivi, animatori, ecc.) sulla prevenzione della “sperimentazione precoce di sostanza e assunzione di comportamenti a rischio” da parte dei preadolescenti e adolescenti. A questi incontri hanno partecipato oltre 350 adulti. Dodici ore di formazione sono state invece riservate al personale dirigente e docente, in tutto 120 docenti.

Negli interventi di prevenzione con le scuole e con i docenti sono stati coinvolti alcuni ospiti della comunità terapeutica di Pagnano che, come volontari, hanno dato la disponibilità a portare la loro testimonianza sulla difficile esperienza di tossicodipendenza e sul percorso terapeutico che stanno affrontando per poter ritornare, liberi e responsabili, a progettare un cammino personale di reinserimento. Gli alunni della III G di Borso del Grappa così scrivono: “Vi siamo molto grati per le vostre testimonianze. Sicuramente non sarà stato facile raccontare la vostra storia a persone sconosciute stando dietro uno schermo, ma sappiate che è stato molto coinvolgente ed educativo il vostro intervento. Apprezziamo il coraggio con cui avete deciso di affrontare i problemi per migliorare voi stessi e il rapporto con i vostri cari. La vita in comunità ci è parsa tutt’altro che semplice visti i ritmi quotidiani e le regole ferree che dovete seguire ogni giorno”. Come si può capire il progetto è proseguito nonostante le scuole fossero in dad.

A coordinare l’attività la dottoressa Monica Lazzaretto del Centro studi Olivotti, a cui una docente dell’Ipssar Maffioli ha scritto: “Grazie per il coraggio nell’esservi esposti di fronte a persone che non conoscevate e alle quali avete dato fiducia a priori; grazie per la schiettezza nel delineare il ruolo dei genitori e il loro essere limitati e limitanti; grazie per averci detto chiaramente che, dopo aver fatto tutto quello che sta in noi fare, è giusto lasciare a un figlio la possibilità di sbagliare”. 

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