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Un docufilm "veneto" per raccontare le fucilazioni di Caporetto

I registi Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, con la casa di produzione Sole e Luna Production, hanno presentato la loro ultima realizzazione: "Fucilateli", un docufilm storico d'inchiesta, che racconta le tragiche fucliazioni sommarie di soldati nel dopo Caporetto.

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Un docufilm "veneto" per raccontare le fucilazioni di Caporetto

La settima arte ha trovato casa anche a Mussolente. Non solo Roma e Milano, il cinema si può fare anche alle estreme pendici del Monte Grappa a due passi dal Ponte di Bassano. La casa di produzione Sole e Luna Production presenta sabato 14 settembre, ad Asiago, al cinema Grillo Parlante, la sua ultima realizzazione, “Fucilateli”, film documentario d’inchiesta, che esplora la tragica pagina delle fucilazioni sommarie di soldati all’indomani della rotta di Caporetto operate dagli ufficiali italiani.
Tra i materiali che Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon hanno ritrovato nella fase di documentazione ci sono le lettere che monsignor Andrea Giacinto Longhin, allora vescovo di Treviso, indirizzava al prevosto di Montebelluna. “Longhin, con umana compassione, chiedeva lumi sul disastro di Caporetto, voleva notizie sulle fucilazioni, mostrava vicinanza alla popolazione - racconta Zarpellon -. Questo film ci ha richiesto un paio d’anni di ricerca e studio, come è nello stile della nostra casa di produzione, cerchiamo di essere sempre aggiornati e di fare le cose dopo una preparazione attenta”. Zarpellon e Lorenzato, come registi, hanno già portato a termine in precedenza il film “Cieli Rossi - Bassano in Guerra”, uscito nel 2015 sulla Grande Guerra in Grappa e curato i filmati multimediali del Meve di Montebelluna. Anche questa volta hanno lavorato con il professor Marco Mondini, storico e membro del Comitato d’Ateneo per il Centenario della Grande Guerra dell’Università degli Studi di Padova. Inoltre hanno collaborato la dottoressa Irene Guerrini e il dottor Marco Pluviano, tra i massimi esperti in campo di pena capitale durante il Primo Conflitto.
La rilevanza del progetto ha indotto l’Ufficio Comunicazione del Ministero della Difesa, ad affidare al maggiore Fanelli l’analisi psicologica e al procuratore militare della Repubblica Marco De Paolis l’approfondimento giuridico. Insomma un prodotto di alta qualità, anche dal punto di vista tecnologico.
Zarpellon è cresciuto lavorando nei set cinematografici di Roma e Milano, poi la proposta di fare dei corsi sul cinema a Mussolente, suo paese d’origine, e la collaborazione con la Lorenzato, di Rosà, nel Vicentino, e infine la grande sfida di aprire una casa di produzione a Mussolente. “Io dico sempre che siamo la periferia del regno, eppure le cose stanno profondamente cambiando, l’avvento della Film commision, enti pubblici che promuovono produzioni sul loro territorio, l’interesse dei giovani e poi queste pagine inesplorate della Grande guerra, sono occasioni uniche”.
Fulcro dell’indagine di “Fucilateli” sono i lavori della Commissione d’inchiesta su Caporetto istituita il 12 gennaio 1918 dall’allora presidente del Consiglio dei Ministri, Vittorio Emanuele Orlando, per determinare le responsabilità militari e personali che gettarono l’Italia in una situazione di estremo pericolo, ma anche - forse - per trovare un capro espiatorio e per placare l’opinione pubblica, specialmente nei territori colpiti dal disastro, costretti a essere profughi o restare occupati forzatamente per un intero anno.
Il documentario ricostruisce le vicende che hanno portato il generale Andrea Graziani a essere ricordato per sempre come il “Generale Fucilatore” e racconta alcuni dei casi più eclatanti come quello della Brigata Ravenna, Aqui, Catanzaro e Sassari, a cui il documentario dedica un approfondimento.
Si comincia da Asiago perché, come spiega Giorgia Lorenzato, è “stata teatro di guerra per tutta la durata del conflitto e uno degli avvenimenti più rilevanti, quello della Strafexpedition, si consumò proprio qui nel 1916”. Poi, però, la pellicola andrà in tour da Padova a Genova, da Catanzaro a Sassari, da Calenzano a Montebelluna.

Fonte: Comunicato stampa
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