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Viticultura, una denuncia dalla Pedemontana: "Siamo inzuppati di veleni"

Nei giorni in cui a Borso del Grappa viene devastato uno dei pochi vigneti biologici della Pedemontana del Grappa, cinquecento viti tagliate a un produttore bio, il tema dei pesticidi impiegati nella produzione del prosecco a “denominazione di origine controllata e garantita” arriva alla Camera dei Deputati della Repubblica, con l'allame lanciato da ColtiviAMO Futuro.

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Viticultura, una denuncia dalla Pedemontana: "Siamo inzuppati di veleni"

Nei giorni in cui a Borso del Grappa viene devastato uno dei pochi vigneti biologici della Pedemontana del Grappa, cinquecento viti tagliate a un produttore bio, il tema dei pesticidi impiegati nella produzione del prosecco a “denominazione di origine controllata e garantita” arriva alla Camera dei Deputati della Repubblica. Non si sa chi se l’è presa con uno dei pochi coltivatori che non usano pesticidi, sappiamo invece che a portare il tema dei pesticidi sulla destra Piave fino a Roma ci ha pensato la storica associazione dei gruppi ecologisti della Pedemontana riunita sotto la sigla ColtiviAMO Futuro. Sono loro che hanno indetto una conferenza stampa in collaborazione con le deputate Sara Cunial e Paola Nugnes sul tema della monocoltura della vite. Per ColtiviAMO Futuro sono intervenuti i portavoce Andrea Lovisetto e Mauro Moretto, denunciando il modello di produzione che si è affermato in particolare sulla destra Piave. “Un modello in netto contrasto con la salvaguardia della biodiversità, della qualità delle acque, della fertilità dei suoli, della stessa salute umana a causa dei rischi ormai provati derivanti da esposizioni anche minime di sostanze cancerogene o con rilevanti impatti sul sistema endocrino, in primis sui bambini, i soggetti più vulnerabili data la delicata e cruciale fase di sviluppo in cui si trovano”.

“La Pedemontana del Grappa, l’Asolano, il Montello e Piave, che già da diversi anni vivono il problema del cementificio di Pederobba che brucia petcoke, pneumatici e plastica da rifiuti - hanno denunciato i portavoce -, ora sta subendo un’incontrollata invasione di nuovi impianti a vigneto, coltivati con massiccio impiego di pesticidi. I dati della contaminazione da fitofarmaci dei fiumi trevigiani e delle falde di acqua potabile sono già oggi allarmanti e la responsabilità dell’agricoltura intensiva sono indiscutibili”.

La conferenza stampa è stata l’Occasione per ColtiviAMOfuturo, di presentare le 6.700 firme raccolte per chiedere il rispetto del “principio di precauzione” e il diritto alla salute delle persone, in particolare i bambini e in generale i residenti che devono avere la possibilità di vivere all’interno della propria proprietà, senza doversi barricare in casa quando vengono irrorati i pesticidi. Le firme sono state, poi, inoltrate al governatore del Veneto, Luca Zaia. Alla conferenza stampa hanno partecipato autorevoli esponenti del mondo scientifico come il dottor Pietro Bianco dell’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e la dottoressa Patrizia Gentilini, del direttivo nazionale di Medici per l’ambiente, che hanno confermato la gravità della situazione in Italia. La dottoressa Gentilini, in particolare, ha dichiarato che gli enormi danni che i pesticidi provocano alla salute umana non sono più in discussione: “Ci sono dati, misure, prove lampanti”, e, evocando un’immagine inequivocabile, ha detto: “Tutti noi siamo oramai come pavesini inzuppati nei veleni”.

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