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Castelfranco: co-housing per persone con disabilità

Solo il ritorno del Covid sta frenando l'avvio del progetto Buoni amici social street, portato avanti dal Centro Atlantis, che si prefigge di favorire l'autonimia, la realizzazione personale e l'inclusione sociale

Castelfranco: co-housing per persone con disabilità

L’inaugurazione avrebbe dovuto tenersi in primavera, per poter poi partire entro l’estate. Invece, il Covid ha fermato i lavori e posticipato l’avvio del progetto “Buoni amici social street”, un co-housing per persone con disabilità in un appartamento nel quartiere Risorgimento a Castelfranco Veneto, interamente ristrutturato con tecnologie innovative di domotica per favorire l’autonomia, la realizzazione personale, l’inclusione sociale.

Portato avanti con determinazione dal Centro Atlantis, questa iniziativa ha incontrato la ferrea volontà e la professionalità del consorzio reti d’impresa Luce in Veneto che, con la collaborazione dell’università, ha permesso di dotare l’appartamento di domotica altamente automatizzata e innovativa.

I lavori si sono conclusi nelle scorse settimane e, di nuovo, il Covid ha frenato l’entusiasmo di poter finalmente attivare l’esperienza. “In primavera eravamo pronti per partire: avevamo tessuto belle relazioni con il territorio, formato le assistenti familiari che avrebbero accompagnato le persone ospiti, fatto vivere ad alcuni qualche weekend di “autonomia” in bed & breakfast della zona per avvicinarli a tanti aspetti della vita comune ed autonoma - racconta Stefania Volpato, coordinatrice dei centri diurni inAtlantis e coordinatrice del gruppo di lavoro su questo progetto -. Poi, ovviamente, il lockdown ci ha fermati. Ora, con la pandemia ancora in atto, intanto potremo «solo» cominciare a fare qualche accesso per delle prove tecniche, così da testare il sistema”.

Buoni amici social street è stato possibile grazie alla famiglia di Filippo, che da tempo frequenta Atlantis e che ha messo a disposizione l’appartamento dove realizzare l’esperienza. Inoltre è stato sostenuto fin qui dai finanziamenti previsti con la Legge 112 “Dopo di noi”, dalla Regione attraverso un bando a cui hanno partecipato università e partner tecnici, da tanti donatori che hanno creduto non solo nel bene che questo progetto può portare, anche in termini di innovatività, ma soprattutto nelle relazioni buoni che ha saputo generare.

“La casa diventerà per alcuni un’occasione di autonomia, di realizzazione personale, di inclusione sociale, di creazione di relazioni fuori e dentro l’appartamento, con il sostegno di esercizi commerciali del territorio, associazioni culturali e di volontariato e molti altri ancora”, ribadisce Stefania. Inoltre, Buoni amici social street è un progetto di ricerca e sperimentazione promosso dalla Rete innovativa regionale “Venetian smart lighting” e dalla Rir “Ict for smart and sustainable living”, che conta nella sua partnership 22 aziende e tre università del Veneto, coordinate dal prof. Luciano Gamberini di Univeneto.

“Abbiamo creato degli ambienti altamente automatizzati con soluzioni di domotica innovative - racconta Alberto Sozza di Luce in Veneto -. Dall’illuminazione all’apertura di porte e finestre, dai sensori per la qualità dell’aria al rilevamento del movimento delle persone (e dunque anche di possibili cadute), dal mobilio che si posiziona per essere accessibile al controllo vocale”. C’è anche una app che gestisce tutte le soluzioni installate che ora devono essere testate e verificate sulla base delle persone che realmente frequenteranno l’appartamento. “E’ un progetto fortemente innovativo, e grazie all’architetto Simone Daminato è anche molto bello. Apre la strada per ipotizzare soluzioni di alta tecnologia e domotica per target di persone che ne hanno necessità”.

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