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Castelfranco, educatori in "uscita"

L'appuntamento formativo online si è tenuto nei giorni prima di Natale. Organizzato da Acr, gruppi giovanissimi e gruppi giovani della collaborazione pastorale cittadina, ha visto la partecipazione di circa 50 persone

Castelfranco, educatori in "uscita"

Continuano a stupirci, a cercare spazi in cui esprimersi, a cogliere che pure questo “inverno” che stiamo vivendo è un periodo generativo, un’occasione grande per fondare la rinascita che sarà sicuramente qualcosa di bello e di nuovo, non conosciuto prima. Loro sono i giovani, e in questo caso, gli educatori di Acr, gruppi giovanissimi e gruppi giovani della collaborazione pastorale di Castelfranco Veneto che hanno dato una nuova prova della propria capacità di resilienza partecipando alla tradizionale “uscita” prima del Natale, totalmente gestita online. “Siamo stati collegati in piattaforma da venerdì sera a domenica a pranzo, la scorsa settimana, ed eravamo circa 50 – raccontano Marco e Raffaella Cadò, che con don Alberto Piasentin e don Davide Crespi coordinano il gruppo educatori -. Dentro al percorso formativo, che offre loro proposte di riflessione in chiave pedagogica, spirituale e diocesana, abbiamo costruito questa occasione di incontro e confronto, benché virtuale, e abbiamo vissuto la grazia di accogliere la loro capacità di «stare sul pezzo», di continuare a lasciarsi interrogare, di maturare nella fede e nella propria umanità”.

Le proposte sono state molto simili a quelle che sarebbero state presentate nella modalità in presenza: “Venerdì sera abbiamo ragionato sul prenderci cura nella distanza, perché loro sono chiamati ad accompagnare i ragazzi in questo tempo complicato, videochiamandoli, mandando dei messaggi, trovando gli strumenti più efficaci per non perdere la relazione, la vicinanza”. Nella giornata di sabato hanno riflettuto sulle 4 “pillole” formative predisposte dal pedagogista e docente all’Università Cattolica di Milano Johnny Dotti: desiderare, prendersi cura, mettere al mondo, lasciar andare. Domenica gli educatori collegati su Zoom hanno partecipato alla proposta di spiritualità e pregato assieme. “Sono emerse riflessioni di fede profonda, di cura reciproca importante, di impegno e condivisione - raccontano ancora Marco e Raffaella -. Questa pandemia li sta provando, ma sta anche facendo uscire il loro meglio, la loro capacità di leggere la vita e di immaginare già il futuro che desiderano, buono, nuovo, fraterno”.

“Alternativa è stata la modalità che abbiamo adottato per lo svolgimento della nostra uscita, ma sorprendenti si sono rivelate la qualità degli interventi da parte degli educatori e la profondità del clima creatosi dentro ai gruppetti - ribadisce don Alberto Piasentin, vicario parrocchiale a Castelfranco -. Aver dedicato mezz’ora di silenzio personale dopo ognuna delle quattro pillole del meeting ha permesso ai ragazzi di scendere nella profondità dei loro cuori per far emergere con limpidezza i loro vissuti nell’ambito educativo, sia quando erano dalla parte dei «generati» sia quando si sono trovati a desiderare, mettere al mondo, prendersi cura, lasciar andare. Il paradigma della genitorialità si è dimostrato calzante per rileggere il passato e per sognare un futuro migliore! Dobbiamo continuare - conclude don Alberto - a investire sulle strade della formazione e della condivisione dei nostri giovani”.

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