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Castelfranco: farmaci a domicilio con un servizio solidale

A ideare e realizzare il servizio è stato il centro Atlantis insieme alla farmacia «Due Angeli» di Treville: l’intenzione, fin dall’inizio, era quella di coinvolgere persone disabili con buone potenzialità da sviluppare nelle relazioni sociali, perché recuperassero le ricette a casa di anziani soli e impossibilitati a muoversi per poi portarle in farmacia e recuperare i medicinali da consegnare.

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Castelfranco: farmaci a domicilio con un servizio solidale

Ci sono voluti quasi due anni per rodare l’esperienza dei “medicinali a domicilio” e arrivare a un protocollo con il Comune perché si facesse carico delle spese vive della benzina del trasporto. A ideare e realizzare il servizio è stato il centro Atlantis insieme alla farmacia «Due Angeli» di Treville: l’intenzione, fin dall’inizio, era quella di coinvolgere persone disabili con buone potenzialità da sviluppare nelle relazioni sociali, perché recuperassero le ricette a casa di anziani soli e impossibilitati a muoversi per poi portarle in farmacia e recuperare i medicinali da consegnare.

“In quella frazione siamo presenti da molto tempo - racconta la direttrice Raffaella Munaretto -; una persona del gruppo Pleiadi risiede lì e poteva essere coinvolta attivamente; senza contare che la farmacia «Due Angeli» era disponibile e anzi interessata al progetto” con alta rilevanza sociale se si considera che coinvolge le persone disabili in modo concreto e utile per la collettività.

La partecipazione dell’associazione frazionale permette inoltre di avere il quadro dei bisogni del territorio e di individuare gli anziani soli, non più in grado di muoversi, disponibili a inserirsi in questa rete.

“Le Farmacie Unite hanno siglato un protocollo in cui hanno dichiarato la propria adesione al progetto; e a quella di Treville si è unita nella sperimentazione la Farmacia di Borgo Padova, insieme al comitato di quartiere che appunto ci aiuta a conoscere le persone da coinvolgere”.

A metà dicembre la giunta di Castelfranco ha poi approvato uno stanziamento di mille euro che andrà ora a coprire le spese di carburante nel rispetto del protocollo di intesa per questo servizio, siglato anche dalla Consulta della Terza Età. “Vedremo ora il riscontro effettivo dell’iniziativa che ad Atlantis richiede due uscite settimanali, la prima per la raccolta delle ricette a casa o dal medico di base (a seconda dei moduli compilati rigorosamente rispettando i principi della privacy), la seconda per il ritiro in farmacia e la consegna”. Inoltre, con il nuovo anno è prevista una attività di formazione per tutti i volontari coinvolti.

“Del resto - conclude Raffaella Munaretto - in molti dei nostri paesi la farmacia è rimasta l’unico presidio riconosciuto, specie se non c’è più il medico di base o il parroco. E’ il luogo dove effettuare esami minimi, svolge per tanti versi un vero e proprio «servizio sociale», di ascolto, accoglienza, orientamento. E così diventa anche lo snodo di nuove forme di benessere sociale”.

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