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Castello di Godego: Matteo Luison diventa sacerdote scalabriniano

“La vocazione, come la vita, è una relazione che diviene nel tempo e nello spazio" parole di Matteo Luison date dalla sua esperinza di vita affianco al Signore.

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Castello di Godego: Matteo Luison diventa sacerdote scalabriniano

Viene ordinato sacerdote sabato 3 febbraio nella sua parrocchia di origine e di formazione, Castello di Godego, dal vescovo di Treviso mons. Gianfranco Agostino Gardin. Classe 1977, la giovinezza trascorsa dentro ai gruppi parrocchiali tra campiscuola, musica e pittura, Matteo Luison è entrato nella Congregazione degli Scalabriniani ancora nel 2009 dopo diversi anni di esperienza missionaria nei loro centri; la scorsa estate è stato consacrato con voti definitivi ed è diventato diacono.
“La vocazione, come la vita, è una relazione che diviene nel tempo e nello spazio – ha raccontato ai bambini e ai giovani che ha incontrato in questo periodo girando per le associazioni e i gruppi del catechismo di Godego -. Nella mia storia, dopo lo slancio inziale che mi ha portato all’incontro dei migranti in Messico e in Guatemala, mi sono trovato di fronte all’esigenza di definire l’opzione fondamentale della mia vita ed intraprendere un cammino preciso. Scopro ora che Dio mi ha sempre accompagnato e sostenuto. Sono stato messo alla prova nelle mie convinzioni e ho iniziato a capire cosa significa essere discepoli - collaboratori di un regno che non è il nostro; è il Regno di Dio in favore del quale ci mettiamo a fare la sua volontà, non la nostra”. Del resto, anche la storia di Matteo è fatta dell’esperienza concreta del Signore che cammina accanto a lui con infinita pazienza in un percorso che lo porta dall’altra parte del mondo a misurarsi con i migranti, con la povertà, con l’ingiustizia.
“Dopo il liceo artistico ho fatto l’obiettore di coscienza in Caritas, sono stato per 10 mesi alla casa di accoglienza a Giavera – racconta -; poi ho lavorato prima in un laboratorio di pittura, poi per una azienda del settore nel veronese, infine anche da casa. Ma cresceva in me l’urgenza di trovare delle risposte alle mie domande di ricerca e di senso”, di conquista profonda della libertà. Essenziale è stata l’amicizia di famiglia con padre Francesco Pellizzari di Godego, anch’egli missionario scalabriniano. “In una delle nostre cene raccontò della possibilità per i giovani di un programma di volontariato di un anno presso i loro centri”.
Matteo è partito per il Messico nel 2001 e ha portato avanti questa esperienza fino al 2008, quando ha deciso di entrare in formazione nel seminario di Città del Messico. “Lì ho avvicinato e conosciuto la realtà dei migranti che soprattutto dal centro e sud America si spingono a Nord fino agli Stati Uniti alla ricerca di un futuro – spiega Matteo -; ho incontrato l’umanità profonda, essenziale, viva, ferita… di queste persone e visto i cambiamenti negli anni, specie dopo “l’alleanza” stretta tra narcotraffico e tratta di esseri umani in contesto migratorio che ha inasprito le situazioni e le violenze”. Dopo il suo ingresso in seminario, per diversi anni Matteo ha studiato teologia a San Paolo in Brasile. “Nelle migrazioni c’è la questione umana, ma c’è anche il tema della fraternità, dell’accoglienza delle differenze oltre la paura e il pregiudizio; c’è l’enorme dramma della tratta e c’è anche la costruzione di una maggiore consapevolezza per tutti dei contesti da cui si emigra”. Nel linguaggio scalabriniano si parla di Cristo Migrante: Dio, che si rivela in Gesù, ci chiama ad uscire da noi stessi per incontrare gli altri ed incontrarci in loro, soprattutto in quelli che soffrono e sono emarginati. La con-versione di fatto è il solo cammino per la costruzione di una comunione autentica in Cristo, riconoscendoci tutti degni della partecipazione al Regno di Dio.
“Sono contento che la mia ordinazione possa avvenire a Castello di Godego, è per me un modo di celebrare questo dono insieme alla comunità che è stata fondamentale per la mia formazione umana e religiosa”.
Appuntamento dunque a sabato 3 febbraio alle ore 16.30 nella chiesa parrocchiale per l’ordinazione presbiterale e domenica 4 alle ore 10 per la prima santa messa. Poi padre Matteo tornerà in America, nella provincia San Giovanni Battista che comprende le missioni degli scalabriniani in Guatemala, Messico, parte degli Stati Uniti e Canada.

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