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Collaborazione di Castelfranco: la via della prossimità

La condivisione della prossimità. Parole difficili, di significato profondo a volerle guardare oltre il velo della superficie. Parole che hanno guidato l’assemblea convocata domenica scorsa per l’apertura del nuovo anno con tutti gli operatori pastorali della collaborazione di Castelfranco che ormai riunisce 7 parrocchie, da quando lo scorso anno si sono aggregate Treville e Sant’Andrea oltre Muson.

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Collaborazione di Castelfranco: la via della prossimità

La condivisione della prossimità. Parole difficili, di significato profondo a volerle guardare oltre il velo della superficie. Parole che hanno guidato l’assemblea convocata domenica scorsa per l’apertura del nuovo anno con tutti gli operatori pastorali della collaborazione di Castelfranco che ormai riunisce 7 parrocchie, da quando lo scorso anno si sono aggregate Treville e Sant’Andrea oltre Muson.

“Abbiamo voluto approfondire una scelta chiave fatta in riferimento alle indicazioni del Cammino Sinodale - racconta mons. Dionisio Salvadori -: la via evangelica della prossimità. Questa parola deve entrare nella nostra mente e nel nostro cuore. La carità di Cristo, che ci spinge verso il prossimo, ricadrà ora su tutti gli ambiti della pastorale cittadina. Inoltre, con il mandato a tutti gli operatori riuniti insieme abbiamo desiderato condividere un impegno ecclesiale importante, con l’invito esplicito a camminare sulle vie della prossimità nei diversi servizi in cui ognuno è testimone di Gesù”.

Ora dunque, la palla passa alle comunità, che in questi giorni sono state raggiunte da una comunicazione redatta proprio a margine dell’assemblea e che fa sintesi della strada percorsa e rilancia le indicazioni emerse.

“E ora tocca a ciascuno di noi, ad ogni parrocchia - stanno leggendo i fedeli in chiesa durante le messe - che è chiamata a tradurre nei prossimi anni la scelta prioritaria indicata dal Consiglio della collaborazione nella vita concreta impegnando tutti i diversi ambiti e settori pastorali: la liturgia, la catechesi, i gruppi, le associazioni, le famiglie, i movimenti. Al fine di camminare insieme e di vivere assieme a Cristo e tra noi la vera “prossimità”.

I dati stimano che circa 2.000 residenti nella Castellana vivano in povertà assoluta senza poter accedere ai servizi essenziali o potersi permettere il riscaldamento d’inverno. Figuriamoci le spese impreviste. A loro si aggiungono le persone non registrate anagraficamente. “E sono in continuo aumento i nuovi utenti del Servizio dipendenze per uso di sostanze, gioco d’azzardo patologico, alcool dipendenza e tabagismo - sottolinea Silvano Sabbadin della Caritas cittadina -, mentre diminuiscono di anno in anno i medici preposti a questo servizio. Ovviamente cerchiamo di rispondere con l’ascolto, l’accoglienza e gli aiuti diretti laddove possibile e necessario, in rete con il Comune e con le altre realtà del territorio”.

Alcune proposte per vivere concretamente la prossimità sono arrivate dal Consiglio della Collaborazione. Tra le altre: favorire le iniziative caritative già promosse dalla Fraternità delle Discepole del Vangelo e dalla Caritas cittadina; organizzare una formazione specifica o delle occasioni di riflessione anche sulle sempre più diffuse manifestazioni di ingiustizia e di povertà. E ancora di più: vivere uno stile di vita sobrio ed essenziale; approfondire le pagine del Vangelo dove Gesù parla di carità; a partire dall’esperienza della scuola materna parrocchiale coinvolgere nella partecipazione a incontri formativi i genitori dei bambini in modo da diminuire l’isolamento che la singola famiglia può trovarsi a vivere nel percorso educativo dei propri figli.

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