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Conservatorio Steffani, presto la nuova sede

Entro tre mesi sapremo se saranno concessi i 10 milioni di euro richiesti per coprire la prima fase dei lavori che prevedono la risistemazione dell’ex Riccati con il rifacimento del corpo centrale, la riapertura dell’ingresso su borgo Treviso e il ripristino dell’antico colonnato.

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Conservatorio Steffani, presto la nuova sede

Nella corsa contro il tempo ce l’hanno fatta e il progetto per una nuova sede del Conservatorio di Castelfranco è stato inviato la scorsa settimana al Ministero, nell’ambito del bando di finanziamenti dell’edilizia scolastica collegata alla legge sulla Buona scuola. Così, entro tre mesi sapremo se saranno concessi i 10 milioni di euro richiesti per coprire la prima fase dei lavori che prevedono la risistemazione dell’ex Riccati con il rifacimento del corpo centrale, la riapertura dell’ingresso su borgo Treviso e il ripristino dell’antico colonnato, tutti gli adeguamenti di legge, aule insonorizzate, spazi comuni, un bar e una caffetteria. In questo modo sarà garantita la piena funzionalità dell’istituto di musica per i suoi circa 450 studenti.
“La soddisfazione per il primo traguardo raggiunto è molta - conferma il direttore Stefano Canazza -. Il Conservatorio di Castelfranco, dopo cinquant’anni, potrebbe avere dunque una sede propria. Il nostro Comune ha messo a disposizione gli stabili e finanziato il progetto con 250 mila euro. Abbiamo tutti lavorato con entusiasmo, crediamo moltissimo in questa possibilità e attendiamo con fiducia la risposta del Ministero”.
Oltre all’ex Riccati, i lavori – da progetto – riguarderanno anche la chiesa di San Giacomo, interessata dal rifacimento del tetto e dalla messa a norma del campanile. Manterrà le funzioni religiose ma sarà utilizzata come auditorium per le produzioni di musica sacra. Il chiostro dei Serviti verrà risistemato e pavimentato. È all’attenzione della Sovrintendenza il progetto di copertura. Sarà poi posizionato un montacarichi per i portatori di handicap e il trasporto degli strumenti. Tra l’ingresso del Riccati e palazzo Preti verrà infine realizzata una hall coperta in acciaio e vetro per il collegamento tra uffici e corpo centrale della sede.
“La fase 2 - proseguono da Conservatorio - necessita di ulteriori 3 milioni di euro e non è soggetta a bando; prevederà la realizzazione di un auditorium da 250 posti nell’area della palazzina ex Pavan e di nuovi spazi per gli uffici amministrativi all’interno di palazzo Preti”.
Di fatto, sono decenni che si discute la questione sede per il Conservatorio castellano. Il dibattito aveva ripreso forza già con la direzione di Paolo Troncon e si è tornato a parlarne in maniera più concreta a cavallo tra la direzione Troncon e Canazza, quando il dialogo con il Comune si è fatto più fitto ed è stato individuato il complesso di San Giacomo come sede possibile. Nell’aprile 2018 è uscito il bando ministeriale per finanziamenti dell’edilizia scolastica con una specifica per interventi alle istituzioni Afam - Alta formazione artistica e musicale. Il bando prevede l’erogazione da 0 a 10 milioni di euro.
“Se saremo assegnatari, dal 2020 partirà il finanziamento - annuncia il direttore -. Il Conservatorio contrarrà un mutuo di durata pari a 26 anni, con decorrenza non antecedente al 30 settembre 2019 e con oneri di ammortamento a totale carico del Ministero, che saranno rimborsati dal 2020 al 2045”.
“Per noi il Conservatorio è un’eccellenza che intendiamo valorizzare nel miglior modo possibile - commenta il sindaco di Castelfranco Stefano Marcon -. Abbiamo intrapreso questa strada perché l’eccellenza si radichi ancor più nella nostra città e nel suo territorio. Il Conservatorio Agostino Steffani a livello provinciale è “IL” Conservatorio impegnato ad aprirsi ora ad altre realtà. Per suo tramite veicoliamo il nome di Castelfranco in provincia, in regione e oltre i confini nazionali”.
Il team progettuale è composto da Sinergo Spa, Cavina Terra architetti, Struttura srl. Al progetto sono state allegate lettere di supporto del comune di Castelfranco, provincia di Treviso, regione Veneto, Camera di Commercio di Treviso e Belluno, Fondazione Cassamarca.
Francesca Gagno

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