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Iov: cento posti in più

Confermati i 20 milioni di investimenti per la struttura sanitaria. E' previsto l'arrivo di sei primariati, oltre agli annunciati bunker di radioterapia e a ulteriori strumenti

Iov: cento posti in più

Arrivano nuovi sviluppi per lo Iov di Castelfranco Veneto: cento posti letto in più, 20 milioni di euro già confermati di investimenti per realizzare i quattro bunker della radioterapia e l’apertura di sei reparti di eccellenza. Ecco i passaggi fondamentali, indicati da Patrizia Benini, ex direttore degli ospedali di Treviso e Oderzo, nominata la scorsa settimana direttore generale dell’Istituto oncologico veneto. Ovviamente, per aumentare da 200 a 300 i posti letto nella sede del San Giacomo, saranno necessari dei lavori di ristrutturazione e traslochi. E’ evidente che la strada della sinergia tra Iov e nosocomio cittadino è tracciata e l’obiettivo, perseguito fin dall’inizio di questo processo nel 2018, è creare l’Aviano del Veneto, un polo oncologico di riferimento per la provincia di Treviso, ma non solo.

“Castelfranco si sta sviluppando sempre di più”, ha sottolineato Benini in conferenza stampa, spiegando che a breve incontrerà Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, per condividere i programmi e proseguire celermente nel percorso indicato.

Oltre all’aumento dei posti letto è previsto l’arrivo di sei primariati d’eccellenza: Chirurgia toracica oncologica, Chirurgia ginecologica oncologica, Chirurgia maxillofacciale, Radiologia, Radioterapia e Riabilitazione funzionale. Parte del piano di investimenti da 20 milioni riguarda invece la realizzazione dei quattro bunker di radioterapia, che valgono da soli 13 milioni, e l’acquisizione di un acceleratore con risonanza magnetica, che vale 7,4 milioni di euro. A questo si somma poi il robot chirurgico da 2,3 milioni di euro per Urologia e Chirurgia dell’esofago.

“L’ospedale di Castelfranco è un bellissimo esempio di sinergia in sanità, di come la sanità deve produrre integrazione”, ha dichiarato ancora Benini, riferendosi anche al supporto dato allo Iov dalla Radiologia dell’Ulss di Treviso, mentre l’Istituto oncologico svolge attività di Gastroenterologia, Urologia, Endoscopia anche per chi si rivolge all’ospedale “generalista”. Inoltre, una parte dei letti in Terapia intensiva e di sedute operatorie viene messa a disposizione dallo Iov all’ospedale. E, nel frattempo, si è concluso il trasferimento di 200 professionisti dell’Ulss 2 che sono passati all’Istituto oncologico veneto. Un sistema, certo, che ha diviso l’opinione pubblica tra chi è favorevole allo sviluppo di questo polo innovativo e integrato, e chi invece teme il depauperamento del nosocomio castellano.

Anche la ricerca avrà un ruolo cruciale per la sede del San Giacomo: dalla diagnosi precoce del tumore alla chirurgia mininvasiva, al supporto ai pazienti e ai caregiver. Tutti fondamentali impegni per i prossimi anni.

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