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La comunità ucraina di Castelfranco crea legami solidali "dal basso"

Ci sono le realtà della nostra Chiesa, vivaci e attente, coordinate dalla Caritas, ma c'è anche una popolazione ucraina residente sul territorio che si è unita e messa in rete per accogliere i connazionali e portare aiuti in patria

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La comunità ucraina di Castelfranco crea legami solidali "dal basso"

La forza dei legami “dal basso”, quelli che si costruiscono perché le persone cominciano a ritrovarsi, e da cosa nasce cosa. La storia della festa che il primo maggio scorso si è tenuta al Patronato della Pieve, coinvolgendo famiglie ucraine e famiglie italiane, nasce da incontri a volte casuali, ma sicuramente cercati.

Da un lato la “comunità” ucraina nel nostro territorio, che con tutti i distinguo del caso, si è comunque ritrovata e unita dopo lo scoppio della guerra e l’arrivo di donne e bambini in fuga dalla violenza del conflitto. Grazie agli strumenti di oggi, internet, i social, hanno fatto rete tra loro, si sono aiutati, sostenuti, accolti; un fiume sotterraneo di solidarietà concreta, generosa, accogliente. Dall’altro le realtà della nostra Chiesa, vivaci e attente, coordinate dalla Caritas e sostenute dai parroci e dalle comunità, che subito si sono fatte prossime con mezzi e strumenti a volte pensati ex novo, in altri casi “tradizionali”, ma sempre efficaci: sostegno di beni alimentari, ricerca alloggi.

E’ cosi, dall’incontro di queste realtà, su proposta dei gruppi giovanili, degli scout e del circolo Noi, domenica primo maggio oltre un centinaio di persone ha partecipato a una giornata di “festa” e di giochi per bambini. “C’erano soprattutto donne e bambini di nazionalità ucraina, giunti in queste settimane a Castelfranco ma anche alloggiati in Comuni limitrofi, come Resana e Altivole - raccontano gli organizzatori -; era presente anche un numeroso gruppo proveniente da Conegliano”. Tante anche le persone italiane che hanno partecipato a questo appuntamento, in particolare le famiglie che stanno offrendo accoglienza a donne e bambini sfollati per la guerra in corso, giovani e scout. “C’erano poi adulti e bambini che, con la loro presenza, hanno voluto sottolineare l’amicizia e la solidarietà a queste persone che stanno attraversando un periodo molto complicato a causa del conflitto”.

Durante la giornata si sono alternati giochi individuali e di squadra; il buon cibo preparato secondo la tradizione culinaria ucraina e veneta è stato apprezzato per le reciproche novità; la recita di una lunga poesia in lingua ucraina di una bambina, ospite da qualche settimana a Castelfranco insieme alla mamma e alla sorellina di 3 anni, ha commosso tutti i presenti.
“Al 30 aprile sono 25 i nuclei familiari supportati dalla Caritas cittadina con aiuti materiali ed economici, 79 persone di cui 37 hanno un’età inferiore a 15 anni - spiega il referente Silvano Sabbadin - 7 nuclei familiari sono accolti nel sistema di accoglienza locale coordinato dalla Unità di Crisi attraverso di noi”.

Per chi lo desidera è possibile contribuire a questa emergenza attraverso bonifici all’Iban: IT37H0306909606100000164012 oppure mediante la consegna di generi alimentari di lunga conservazione al Centro di distribuzione della Caritas cittadina, via Salvo D’Acquisto n. 2 aperto dalle ore 9 alle ore 12 tutti i giorni feriali. Per segnalare disponibilità all’accoglienza o altre forme di sostegno alle diverse iniziative, telefonare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12 allo: 0423 723702 oppure scrivere a cdascolto.castelfranco@gmail.com.

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