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Lo Steffani resta a Castelfranco: intervista al direttore Troncon

La notizia del taglio dei contributi della Provincia di Treviso, che garantivano le ingenti spese d’affitto di villa Barbarella nel centro storico di Castelfranco, ha fatto mobilitare le istituzioni. Abbiamo intervistato il direttore del conservatorio Paolo Troncon per fare il punto della situazione.

Lo Steffani resta a Castelfranco: intervista al direttore Troncon

A quindici giorni dall’apertura dell’anno accademico del Conservatorio Steffani, la notizia del taglio dei contributi della Provincia di Treviso, che garantivano le ingenti spese d’affitto di villa Barbarella nel centro storico di Castelfranco, ha fatto mobilitare le istituzioni. Secondo una sentenza della Cassazione del 2014, infatti, le Province non sono più tenute ad assolvere alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dei conservatori. Per il momento la questione è stata rimandata al Ministero. Nel frattempo, abbiamo intervistato il direttore del conservatorio Paolo Troncon per fare il punto della situazione.

Direttore, qual è la situazione immobiliare del conservatorio?

Da quando il conservatorio è stato fondato, 35 anni fa, dev’essere trovata una soluzione alla sede. Ora che la Provincia sta per chiudere spetta al Comune farsi della questione: infatti nell’80 lo Steffani è diventato un conservatorio sulla base di una accordo tra il Ministero dell’Istruzione e il Comune, il quale avrebbe dovuto provvedere alla sede. Questo è il motivo per cui ci siamo rivolti al sindaco e per cui il conservatorio non si può spostare da Castelfranco.

Da tempo si parla di un ampliamento del Chiostro dei Serviti, già sede succursale dello Steffani.

Nell’incontro avvenuto con il sindaco Marcon e l’assessore alla cultura Lizza, si è parlato dell’antico progetto della Cittadella della Musica, sul quale verrà fatto uno studio di fattibilità. Anche villa Bolasco è un’ottima risorsa che potrebbe ospitare un auditorium.

Intanto come verrà affrontata la situazione dopo dicembre, cioè da quando la Provincia taglierà il contributo?

Mi sento di tranquillizzare che l’attività didattica e la sede per quest’anno sono garantite.

Con un affitto che si aggira intorno ai 100 mila euro e la previsione di un taglio dei contributi da parte della Provincia, perché non si è mai provveduto a una sede per il conservatorio?

Per vent’anni si è cercato di provvedere, ed erano tempi migliori. Evidentemente gli amministratori, nonostante le buone intenzioni, non sono riusciti a risolvere il problema.

Intanto un nuovo anno accademico è alle porte.

Sì, ufficialmente l’anno accademico inizierà il primo novembre con circa 500 studenti. La mattina del 20 novembre si svolgerà la cerimonia d’apertura e la sera il tradizionale concerto d’inaugurazione, con la Terza di Beethoven diretta dal M° Roberto Zarpellon e un riconoscimento al compositore castellano Giusto Pio. I progetti per quest’anno sono tanti, fra i quali Chiave Classica, la nostra stagione concertistica che si distinguerà per la varietà e l’altissimo livello degli artisti coinvolti.

Lo Steffani resta a Castelfranco: intervista al direttore Troncon
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