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Marca Occidentale, sindaci contro la legge di stabilità che favorisce il gioco d'azzardo

Ordinanza dei primi cittadini per fronteggiare il preoccupante fenomeno. I sindaci di Vedelago, Castello di Godego, Loria, Resana e Riese Pio X (Treviso): "Paghiamo un costo sociale altissimo, manovra speculativa imbarazzante".

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Marca Occidentale, sindaci contro la legge di stabilità che favorisce il gioco d'azzardo

"La Legge di Stabilità contiene molte sorprese una tra queste non ci piace per nulla: si tratta delle liberalizzazione delle sale gioco. Non vogliamo alimentare, per far fare cassa, il problema delle ludopatie. Mi pare una scelta veramente poco etica. Abbiamo quindi deciso di normare duramente la cosa visto che il Governo scarica sui comuni l'onere di gestire la questione. Ho pronta una ordinanza che vuole essere un messaggio chiaro: liberalizzazione delle sale gioco no grazie". A sottolinearlo Cristina Andretta, Sindaco di Vedelago, parte della costituenda Unione della Marca Occidentale, che ha firmato l'ordinanza che regolamenta l'esercizio delle sale gioco sul territorio.

Duri contro il problema del gioco d'azzardo tutti i sindaci della Marca Occidentale che procederanno in maniera analoga: "di certo - precisa Pier Antonio Nicoletti, Sindaco di Castello di Godego - si tratta di attività che non ci fanno bene e non oso immaginare persone investite dalla crisi che, nella speranza di cambiare la propria vita, dilapidano fortune davanti ad una slot-machine in attesa di una vincita che non arriva mai". 
"Sappiamo - evidenziano i sindaci - che non possiamo impedirne l'esercizio ma di certo le attività basate su gioco d'azzardo non possono poter essere incentivate ed essere esercitate vicino a lunghi pubblici specialmente se frequentati da minori". In questo senso un esempio sono le scuole, gli asili, ma anche i luoghi di culto, i parchi, le piazze ed i centri di aggregazione. 
"Per colpa del gioco d'azzardo che assume una rilevanza patologica - dicono Matteo Guidolin, sindaco di Riese Pio X e il primo cittadino di Loria, Silvano Marchiori - paghiamo un costo sociale altissimo: siamo davanti ad una manovra speculativa imbarazzante che non ha alcun senso. Se ci chiedono di schierarci ci schieriamo per dire no al gioco d'azzardo".
"Lo Stato - spiega Loris Mazzorato, Sindaco di Resana - incassa 8.29 miliardi (in calo al -2,18% nel 2014 rispetto al 2013) dal gioco ma poi quanto fa spendere a regioni e comuni per curare chi viene travolto dal dramma della dipendenza: la ludopatia? Soldi in cambio di salute? Ma che Stato barbaro è mai questo? Siamo abituati effettivamente a Governi che a tutto pensano tranne che al benessere delle persone".
In Italia si contano quasi un milione di dipendenti dal gioco con un potenziale a rischio patologia di 1 milione e 750 mila con stime che parlano anche di 3 milioni. Investiti dal problema sono sopratutto disoccupati, casalinghe, pensionati e giovani e giovanissimi che rischiano una sorta di contagio se il problema è presente in famiglia.

"Come vedete - rimarcano i 5 sindaci - si tratta di categorie deboli spesso toccate dalla crisi. E, secondo una ricerca del Codacons, il 50% dei disoccupati italiani presenta forme più o meno gravi di ludopatia"; i numeri parlano del 25% delle casalinghe colpite, il 17% dei pensionati e il 17% dei giovanissimi di ètà compresa tra i 7 ed i 18 anni; si contano poi circa 400mila casi tra i 7 e i 9 anni. "E' indubbio - chiudono i sindaci - che la cosa sia vergognosa".

Fonte: Comunicato stampa
Marca Occidentale, sindaci contro la legge di stabilità che favorisce il gioco d'azzardo
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