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Residenza per le demenze al centro Crico di Vedelago

“Un tassello importante arriva ad arricchire l’Oic che si evolve da centro servizi ad infrastruttura di coesione sociale capace di raccogliere i bisogni del territorio mettendosi a disposizione di tutta la comunità – ha spiegato sabato scorso prima del taglio del nastro Andrea Cavagnis, presidente della Fondazione Opera Immacolata concezione onlus.

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Residenza per le demenze al centro Crico di Vedelago

Una nuova inaugurazione per il centro Mons. L. Crico di Vedelago, quella della residenza socio assistenziale dedicata in particolare all’accoglienza delle persone con demenza. “Un tassello importante arriva ad arricchire l’Oic che si evolve da centro servizi ad infrastruttura di coesione sociale capace di raccogliere i bisogni del territorio mettendosi a disposizione di tutta la comunità – ha spiegato sabato scorso prima del taglio del nastro Andrea Cavagnis, presidente della Fondazione Opera Immacolata concezione onlus, -. Abbiamo superato il concetto di residenza per anziani ed applicato un modello, quello della Civitas Vitae, basato sull’intergenerazionalità, l’inclusione e la valorizzazione della longevità in una logica di relazione con tutti”.
La nuova residenza si aggiunge al complesso costituito dalla struttura per longevi non autosufficienti, al centro diurno frequentato ogni giorno da circa 25 anziani autosufficienti, ai 15 appartamenti realizzati in collaborazione con Ater per ospitare quanti desiderano mantenere una piena indipendenza di vita in un contesto protetto e al nido intergenerazionale “La Tartaruga” che accoglie 50 bambini dai 3 ai 36 mesi.
“E’ stata anche una iniziativa economica con numeri importanti: 12 milioni di investimento ed 80 nuovi posti di lavoro, senza contare l’uso di ditte del territorio e l’indotto. Si tratta di un modello che crea un circolo virtuoso per la comunità in vista di un benessere che tocca tutti gli aspetti della vita sociale. Non un traguardo, ma un nuovo punto di partenza”.
La nuova Rsa comprende anche un nucleo che è stato concepito e realizzato secondo un approccio alla demenza elaborato dalla Fondazione Oic sulla base di decenni di esperienza e volto alla valorizzazione delle potenzialità residue della persona, al mantenimento del più ampio margine di autonomia possibile e, più in generale, al miglioramento della qualità della vita e del benessere degli ospiti.
“Questa esperienza richiama l’elogio della debolezza che in questa società sembra dover essere messa da parte ed invece rappresenta un valore fondamentale, un messaggio di cui tutti abbiamo bisogno. Gesù fatto uomo ce lo dimostra in modo inequivocabile – ha ricordato il vicario generale mons. Adriano Cevolotto -. E la presenza concreta, radicata, sul territorio, permette di vincere la sfida dell’inclusione”.
All’inaugurazione sono intervenuti anche il sindaco di Vedelago, Cristina Andretta, che ha evidenziato il percorso di collaborazione e il paziente lavoro di tessitura tra le parti, e il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi che, tra le altre cose, ha anche ringraziato per la presenza di un volontariato attivo e solidale.

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