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Salvarosa: per l'associazione Don Cagnin nuovi passi di solidarietà

L’associazione di carità e volontariato, nata nel 2005 da un gruppo di volontari della parrocchia, rinnova i propri vertici e amplia le finalità trasformandosi in Aps, associazione di promozione sociale.

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Salvarosa: per l'associazione Don Cagnin nuovi passi di solidarietà

E’ la prima realtà castellana per numero di destinazioni di fondi 5x1000, vivace nelle iniziative di solidarietà, capace di cambiare per restare fedele ai propri obiettivi e al sogno per il quale si è costituita. L’associazione di carità e volontariato don Aldo Cagnin di Salvarosa, nata nel 2005 da un gruppo di volontari della parrocchia, rinnova i propri vertici e amplia le finalità trasformandosi in Aps, associazione di promozione sociale. Come primo atto istituisce delle borse di studio.
“Dopo 13 anni di impegno soprattutto nella raccolta e distribuzione di viveri, vestiario e mobili e nell’invio di aiuti economici alle missioni del Terzo mondo, specie Africa e Sudamerica, abbiamo deciso di dare un forte segnale di cambiamento - spiega don Domenico Pilotto -, lasciando il ruolo di presidente (per tradizione riservato al parroco, ndr), aiutando i soci anziani a far spazio per favorire la partecipazione dei più giovani”.
L’associazione ha dunque deciso di far confluire l’attività di distribuzione sul territorio nell’organizzazione della Caritas cittadina sia per il vestiario che per gli alimenti, così da razionalizzare e rendere più efficace il servizio raggiugendo le persone in difficoltà.
“Continueremo a essere presenti favorendo anche iniziative di tipo culturale e educativo - spiegano il nuovo presidente Andrea Beltrame e Donata Vial, vicepresidente -. L’entrata in vigore della legge di riforma del terzo settore ci ha spinto ad adeguare il vecchio statuto per permettere un ampliamento di attività e di recente il consiglio direttivo ha deciso, d’accordo con la famiglia, di istituire delle borse di studio annuali per gli alunni meritevoli della V elementare intitolandole alla “Maestra Zizzola” deceduta qualche anno fa, che è stata oltre che insegnante a Salvarosa anche una figura di riferimento per tutta la popolazione”.
“Poi proseguiremo con il sostegno ai progetti all’estero, nella maggior parte dei casi seguiti da missionari che sono stati a Salvarosa – proseguono –, favorendo l’informazione per conoscere dove vanno i soldi e soprattutto sullo stato dell’arte delle opere che sovvenzioniamo”. L’associazione supporta le suore Medee, che hanno gestito l’asilo parrocchiale per più di 50 anni, in Congo; inoltre aiuta padre Francesco Bortignon, originario castellano, missionario scalabriniano nella città di Cúcuta, in Colombia, contribuendo a sviluppare e gestire un polo scolastico con oltre 2.000 alunni.
“Credo che noi parroci dobbiamo impegnarci di più - conclude don Domenico - nel guardarci attorno e cercare laici che possano essere non solo degli assistenti obbedienti alle direttive dei preti, ma veri e propri collaboratori che operano insieme al parroco e alla comunità per il bene di tutti, come questa vicenda ha dimostrato”.

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