MedioPiave
stampa

A Monastier si va a scuola senza zaino

Progetto innovativo alla primaria Marconi, un'evoluzione nel modo di fare scuola che elimina l'aula tradizionale, la cattedra e le lezioni frontali, introducendo un nuovo modo di vivere gli spazi scolastici

A Monastier si va a scuola senza zaino

La scuola primaria Marconi di Monastier è protagonista di un interessante progetto ispirato alla didattica montessoriana, denominato Scuola senza zaino, poiché i libri saranno solo uno degli strumenti di formazione, ma non  l’unico né quello centrale. Un’evoluzione nel modo di fare scuola, che elimina l’aula tradizionale, la cattedre e le lezioni frontali, introducendo un nuovo modo di vivere gli spazi scolastici, sia quelli interni che esterni, creando luoghi accoglienti, che incentivano la collaborazione e cooperazione fra alunni e docenti, stimolando processi di autonomia e responsabilizzazione.

“Il Covid e l’emergenza sanitaria hanno chiaramente rallentato tutti i processi progettuali in corso - spiega Anna Maria Vecchio, dirigente dell’Istituto comprensivo di Roncade, di cui il plesso di Monastier fa parte - ma siamo davvero soddisfatti della sinergia e della collaborazione che si è creata con l’Amministrazione comunale di Monastier, che ha sempre appoggiato e favorito le attività di innovazione che stiamo introducendo. I primi arredi per la Scuola senza zaino sono già arrivati e sono stati allestiti in una classe seconda della primaria di Monastier; poco alla volta il progetto sarà diffuso nell’intero plesso, non solo a livello organizzativo, ma soprattutto come formazione del corpo docente. Già dal prossimo anno scolastico partiremo con l’applicazione del progetto, che considera il bambino nella sua globalità e cerca di attivare tutte le intelligenze possibili, affinché ognuno trovi la propria strada”.

Tre sono i pilastri montessoriani sui quali si fonda la Scuola senza zaino: ospitalità (le aule non sono più statiche, bensì con aree distinte, accoglienti anche da un punto vista estetico e di benessere, ad esempio con tavoli di gruppo, spazi agorà per momenti di confronto e scambio, postazioni per mini laboratori, la possibilità di svolgere in classe più attività contemporaneamente); responsabilità (gli strumenti didattici sono pensati per favorire autonomia e rinforzo del senso di responsabilità dell’alunno, che viene stimolato nella scelta delle attività); comunità (gli spazi dell’aula e della scuola sono progettati per concretizzare l’idea di comunità e permettere l’incontro e il lavoro condiviso di docenti e allievi, in un’ottica di inclusione).

La dirigente Anna Maria Vecchio ricorda, inoltre, che alla primaria di Monastier è stato creato un orto alimurgico, ossia di piante spontanee, e che è in fase di realizzazione un’aula all’aperto, uno spazio in ambiente esterno in cui i bambini possono fare didattica a contatto diretto con l’ambiente e la natura. A tal proposito, anche a Monastier sono arrivati un centinaio dei “famosi” banchi con le rotelle, voluti dalla ministra Azzolina. L’intenzione della dirigente è di utilizzarli come sedute per le attività di formazione all’esterno, la cosiddetta “outdoor education”.

“Abbiamo la fortuna di edifici immersi nel verde - spiega la dirigente - crediamo sia fondamentale incentivare la formazione anche in spazi all’aperto, integrati con l’ambiente scuola. Infine, un ulteriore progetto riguarderà l’arredo del giardino della scuola primaria, rispetto al quale gli alunni già qualche anno fa studiarono alcune ipotesi e proposte”.

Tutti i diritti riservati
A Monastier si va a scuola senza zaino
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento