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Aprirsi agli altri: la sfida per le cinque comunità di Carbonera

Terra d’acque, risorgive e ville, quella che si appresta a visitare il nostro Vescovo. Mons. Gianfranco Agostino Gardin sarà da mercoledì 3 dicembre a Carbonera, nell’ambito della visita pastorale al vicariato di Spresiano. Un territorio allungato, quello del comune di Carbonera, il più meridionale del vicariato.

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Aprirsi agli altri: la sfida per le cinque comunità di Carbonera

Terra d’acque, risorgive e ville, quella che si appresta a visitare il nostro Vescovo. Mons. Gianfranco Agostino Gardin sarà da mercoledì 3 dicembre a Carbonera, nell’ambito della visita pastorale al vicariato di Spresiano. Un territorio allungato, quello del comune di Carbonera, il più meridionale del vicariato: inizia alle porte di Treviso, a sud; mentre a nord arriva fino alla Postumia romana, incuneandosi tra i territori di Villorba e Maserada.
Le cinque parrocchie - Carbonera, Pezzan, Vascon, Mignagola e Musastrelle, sono abbastanza distanziate tra loro. E se le caratteristiche del territorio - come si diceva ricco di risorgive, ville, parchi e campi, zone di pregio ambientale ed artistico -, favoriscono una certa qualità della vita, dall’altra penalizzano le comunicazioni, dato che la rete viaria, priva di vie di grande scorrimento, con l’eccezione dell’autostrada, è decisamente inadeguata. Sono i parroci stessi a segnalare questa situazione, che rende Carbonera un comune anomalo tra quelli della cerchia urbana, privo di un centro aggregatore, se si pensa che la località più abitata, Biban, non è neppure parrocchia. E se Carbonera e Biban guardano verso Treviso, le altre frazioni sono invece rivolte alle altre località vicine (Mignagola verso Olmi, San Giacomo verso Breda, Vascon verso Lancenigo e Varago). Poche anche le attività commerciali (non mancano invece le zone industriali): nel territorio comunale manca un grande supermercato, pochi sono i negozi di abbigliamento.
Tutti aspetti che i sacerdoti non mancano di far notare. Li abbiamo incontrati nelle scorse settimane, quando ancora don Raffaele Coden, nuovo parroco di Mignagola, non era entrato a far parte del “gruppo”. Don Flavio Zecchin è parroco a Carbonera, don Bruno Bortoletto segue le comunità di Pezzan e San Giacomo, don Renato Gazzola quella di Vascon. Il contesto territoriale, cui abbiamo fatto cenno, non è forse l’ideale per camminare verso quella che è comunque una prospettiva ineludibile: quella dell’istituzione di una Collaborazione pastorale tra le cinque parrocchie. Ma se i parroci parlano di istituzione “non immediata”, questo non vuol dire che non ci si stia preparando. Per la verità, in anni non recenti, i parrocchiani di San Giacomo hanno iniziato a condividere il parroco con un’altra parrocchia, fino a due anni fa con Pero di Breda. E anche Pezzan e Vascon condivisero per qualche tempo lo stesso parroco.
Non mancano, poi, le iniziative in comune. Don Flavio sottolinea ad esempio la bella esperienza del centro d’ascolto interparrocchiale, con distribuzione alimenti a Carbonera e vestiti e giocattoli a Vascon, mobilio a Carbonera (vedi articolo a pagina 20). A seguire il centro d’ascolto è un gruppo di circa 20 persone, ma altre 40-50 sono a disposizione per qualche servizio, ad esempio confezionano lavoretti o uova disegnate per autofinanziamento.
Il coordinamento delle tre scuole materne parrocchiali (Carbonera, Pezzan e Vascon), è realtà da venticinque anni, pur con qualche fatica. La catechesi per adulti e terza età di Ac, partita a Carbonera, coinvolge anche persone di Mignagola, Pezzan e San Giacomo, l’Acr di Carbonera da due anni raccoglie i ragazzi di Pezzan e Mignagola.
Restando a ragazzi e giovani, anche le associazioni scautistiche sono un riferimento per tutte le parrocchie del Comune. A Mignagola è attiva l’Agesci, a Carbonera ci sono gli scout d’Europa. “Da parte di questi ultimi, fa notare don Flavio - c’è una bella attenzione alla parrocchia”.
Per quanto riguarda la catechesi, dall’anno scorso vengono promossi incontri formativi in comune per i catechisti di Pezzan, San Giacomo e Carbonera.
Già le basi per la futura Collaborazione pastorale sono state gettate. I Consigli pastorali si sono ritrovati nelle scorse settimane. E l’ipotesi di dare una struttura istituzionale e solida alla collaborazione tra parrocchie inizia a girare. “Anzi - dicono i parroci - questa cosa è auspicata. C’è la percezione che nelle piccole comunità a volte l’ambiente rischia di essere un po’ asfittico, collaborare è un po’ come aprire la finestra e far girare l’aria”.
Il dialogo con le realtà sociali è buono. Ci sono una trentina di associazioni, anche se tra di loro non sempre c’è collaborazione. Positivo comunque il rapporto tra parrocchie, Avis, Aido, Carbonera 2000.
L’attuale crisi economica ha certo influito sulla popolazione, alcune realtà, come Cotto Veneto, hanno diminuito considerevolmente il numero di occupati. Molti stranieri si sono spostati, qualcuno ha fatto tornare a casa le famiglie.
Bruno Desidera

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