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E' nata a San Biagio la "cappella vivente" esposta all'orto botanico di Roma

Uno spazio sacro, di serena armonia, dove natura, musica e arte si fondono insieme. C’è anche una mano trevigiana nella realizzazione di Living Chapel (letteralmente cappella vivente): un progetto internazionale, inaugurato al giardino botanico di Roma il 5 giugno scorso, Giornata mondiale dell’ambiente.

E' nata a San Biagio la "cappella vivente" esposta all'orto botanico di Roma

Uno spazio sacro, di serena armonia, dove natura, musica e arte si fondono insieme.

C’è anche una mano trevigiana nella realizzazione di Living Chapel (letteralmente cappella vivente): un progetto internazionale, inaugurato al giardino botanico di Roma il 5 giugno scorso, Giornata mondiale dell’ambiente.

Le pareti verdi di questa cappella vivente - concepita come una versione contemporanea della Porziuncola di Assisi, la cappella di San Francesco – sono infatti opera di Verde verticale by Celebrin, azienda florovivaistica fondata oltre 25 anni fa a San Biagio di Callalta da Tarcisio Celebrin; in particolare, Verde verticale è la divisione d’impresa che dal 2010 si occupa di progettare e realizzare pareti vegetali, sia in ambienti interni che esterni.

La mission di Living Chapel, ispirata all’enciclica di papa Francesco Laudato Si’, è quella di “riunire tutte le fedi intorno al valore comune di cura del creato, ispirando, educando e incentivando la popolazione mondiale a vivere in armonia con il mondo naturale e a prendere parte in maniera attiva alla cura della nostra casa comune”.

“Siamo davvero orgogliosi di aver preso parte all’ideazione di Living Chapel fin dalle prime fasi di progettazione - spiega Tarcisio Celebrin, titolare di Verde verticale - a supporto degli ingegneri e dei progettisti d’oltreoceano. Da questa Cappella vivente, grazie agli alberelli cresciuti e nutriti al suo interno, saranno distribuiti e nasceranno altri cento spazi sacri nel mondo. Questa realizzazione è doppiamente straordinaria: oltre alla bellezza e all’originalità architettonica, è infatti avvenuta in piena emergenza mondiale da coronavirus, che ha necessariamente stravolto e allargato i nostri piani di lavoro. Nella programmazione iniziale, la cappella vivente sarebbe stata realizzata e inaugurata in piazza San Pietro a Roma; nonostante questo non sia stato a oggi possibile, la tenacia e la volontà di tutto il gruppo di lavoro di proseguire quanto sviluppato, rimandando tutto al post quarantena, ci ha consentito un piccolo grande miracolo, che ha dato vita all’opera, conclusa, all’interno delle strutture dell’orto botanico di Roma. Ci siamo arrivati con qualche mese di ritardo e con una tabella di marcia modificata, ma davvero felici di esserci riusciti”.

Verde verticale di San Biagio di Callalta si è occupata della co-progettazione e dell’allestimento delle pareti vegetali di questa insolita cappella, che ha le quattro pareti di lunghezza e larghezza esattamente uguali a quella della Porziuncola di Assisi alla quale si ispira.

La cappella vivente è un contenitore unico di biodiversità fatto di piante (in totale oltre 5mila) attentamente selezionate da agronomi e paesaggisti: Carex, Loropetalum, Nandina nana, Heuchera in assortimento di varietà e colori, Lonicera, Cotoneaster, Abelia, Edere in varietà, Geranio perenne.

La superficie a verde ricoperta raggiunge quasi 200 metri quadrati, che si articolano in varie direzioni, con inclinazioni positive e negative.

“Il ricoprimento a verde è un’opera che ha richiesto due settimane di duro lavoro - spiega Celebrin - da parte dei tecnici di Verde verticale, i quali hanno dovuto confrontarsi con esigenze estetiche e geometriche altamente ricercate. La gestione in automatico della parete, rispettando i canoni di coltivazione biologica, ha richiesto l’impiego di tecnologie altamente innovative, nascoste con attenzione all’interno della struttura stessa, che diventa quindi completamente autosufficiente (anche nell’approvvigionamento elettrico, grazie a dei pannelli fotovoltaici che ne forniscono l’energia elettrica). Il tutto è controllabile da remoto grazie ad una particolare centralina elettronica sviluppata da noi in collaborazione con Cet Elettronics di Zenson di Piave, una ditta trevigiana che produce sistemi di telecontrollo e strumenti di misura ad alta precisione, specializzata nei settori industriali e della cosiddetta «agricoltura di precisione»”.

L’intento è quello di spostare nei prossimi mesi l’opera verde dall’orto botanico di Roma alla sede della Fao, per alcuni incontri internazionali ivi previsti nel corso dell’anno, per poi presentare la cappella vivente in piazza San Pietro a maggio 2021, per concludere infine il percorso ad Assisi, casa permanente dell’opera, dove essa rimarrà ad accogliere i fedeli di tutto il mondo.

Federica Florian

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