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La casa di riposo 3 Carpini di Maserada ceduta ai francesi

La residenza 3 Carpini di Maserada è stata ceduta a Orpea Italia srl, ditta francese con sede anche nel nostro Paese, per 16 milioni e 200 mila euro. Decisivo il parere positivo di Breda e Carbonera, che ha avuto la meglio sulla contrarietà di Maserada.

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La casa di riposo 3 Carpini di Maserada ceduta ai francesi

Operazione conclusa. La casa di riposo 3 Carpini di Maserada, con annesso centro diurno, fino alla scorsa settimana di proprietà in quota percentuale dei comuni di Breda, Carbonera e Maserada, è stata ceduta a Orpea Italia srl, ditta francese con sede anche nel nostro Paese, per la bella somma di 16 milioni e 200 mila euro.

Una operazione che ha suscitato tra la popolazione non poca amarezza e disappunto, soprattutto nella gente comune che vedeva in quel servizio validità ed efficienza per il territorio.

La struttura, capiente per un’ottantina di posti, era stata inaugurata nel 2005, mentre il centro diurno era sorto quattro anni dopo. I sindaci dell’epoca avevano ravvisato nella casa di riposo un servizio necessario da destinare ai residenti dei tre comuni, cosa che poi, con il cambiare delle normative, si era aperto anche a non residenti, a partire dal 2007.

Gestita dalla cooperativa Insieme si può, che nei primi tempi non versò l’onere dell’affitto convenuto, dovendo provvedere all’arredamento, pare che la 3 Carpini fosse diventata onerosa, almeno per Breda di Piave e Carbonera, per i mutui che dovevano essere sostenuti, in quanto l’affitto che veniva introitato non riusciva a coprire il costo del mutuo stesso.

Breda, con delibera di consiglio comunale, già dall’1 dicembre 2014 aveva espresso un atto di indirizzo per l’alienazione della casa; lo stesso fece poi Carbonera, mentre il solo comune di Maserada continuava a ravvisare nella struttura un servizio da mantenere. Anche perché, in prospettiva, la Regione avrebbe dato la possibilità di completare il terzo piano dell’edificio, con l’aggiunta di alcune decine di posti ulteriori. Il 28 agosto 2017, alla nuova Amministrazione comunale di Breda, la minoranza consiliare chiese la revoca dell’atto deliberativo del dicembre 2014, cosa che, nonostante le insistenze e il dibattito consiliare che ne derivò, non venne accolta. Nel frattempo pare che sia Breda che Carbonera necessitassero di denaro fresco per le casse comunali: Carbonera per il completamento della nuova scuola media, Breda per altre attività. L’unico comune a rimanere contrario alla vendita, Maserada.

Niente di meglio allora che, in un gioco di numeri, 2 contro 1, avvenisse l’alienazione. E così è stato. A Breda dovrebbero essere ricavati, con parte dell’introito derivante dalla vendita, una decina di posti letto per malati post-ricovero, collocabili in una erigenda struttura nella zona dell’attuale distretto sanitario. Se ne è vociferato ma la cosa pare avere una sua fattibilità. Ciò che rimane adesso, soprattutto in quanti hanno lavorato e si sono adoperati perché la 3 Carpini avesse vita e futuro, è che un altro gioiello di famiglia, per così dire, se n’è andato, rischiando di dare ancora una volta ragione al vecchio detto contadino, tuttora in essere dalle nostre parti, il quale afferma: una generazione costruisce, una mantiene e la terza… mangia. Pare sia proprio così.

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