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Monastier: buone pratiche per una zootecnia sostenibile

Lunedì 18 luglio alla Stalla sociale si è tenuto un convegno pubblico dedicato al progetto triennale LoweMeat. Presentate diverse soluzioni e innovazioni per migliorare l’impatto ambientale

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Monastier: buone pratiche per una zootecnia sostenibile

Come migliorare la sostenibilità nel settore zootecnico dei bovini da carne, per migliorare l’impatto ambientale, limitando innanzitutto le emissioni in atmosfera di gas serra e ammoniaca. Lunedì 18 luglio alla Stalla sociale di Monastier si è tenuto un convegno pubblico di presentazione delle buone pratiche del progetto triennale LoweMeat(che sintetizza l’espressione Low emission meat, ossia Carni a bassa emissione) finanziato dal Psr (programma di sviluppo rurale) della Regione Veneto, per il collaudo di un sistema di allevamento del vitellone da carne a basse emissioni di gas serra. L’obiettivo di progetto era testare e collaudare, sia in campo che in stalla, le soluzioni e le innovazioni tecnologiche che consentono di essere più sostenibili per l’ambiente, aumentando al contempo il benessere degli animali.

Il progetto, avviato operativamente nel 2019, si fonda su un partenariato ampio: il gruppo proponente composto dalla cooperativa agricola Stalla sociale di Monastier, l’Università di Padova attraverso i dipartimenti Maps (medicina animale, produzione e salute) e Icea (ingegneria civile, edile, ambientale), insieme ad Azove, associazione zootecnica veneta; a questi si aggiungono la Stalla Sociale di Fossalunga e Irecoop Veneto per la parte di formazione.
All’open day di Monastier ha partecipato l’assessore regionale a Turismo e Agricoltura Federico Caner: “Spesso l’attacco ai nostri agricoltori e alla zootecnia è ingiustificato - ha dichiarato l’assessore - salvaguardare l’agricoltura locale, nel rispetto degli attuali parametri normativi europei e nazionali, significa preservare non solo le aziende agricole, ma anche la sicurezza alimentare e le nostre tipicità agroalimentari, che sono un traino fondamentale per il territorio locale e la sua economia”. Presenti anche il consigliere regionale Nazareno Gerolimetto e la sindaca di Monastier Paola Moro: “Come Enti locali - ha detto - siamo chiamati a salvaguardare il benessere delle comunità, affrontando le sfide della modernità, molto positivo che su un progetto come questo convergano più interlocutori, facendo squadra, mettendo insieme le risorse e le competenze di ciascuno”. Ha aggiunto il presidente di Azove, Alessandro De Rocco: “Rimane essenziale continuare a investire e innovare, anche in zootecnia, senza scordare la fase cruciale della comunicazione e della divulgazione corretta”.

Il presidente di Stalla sociale di Monastier, Fabio Scomparin, salutando i numerosi ospiti ha spiegato: “Il progetto LoweMeat è il primo passo verso una sostenibilità applicata al nostro settore, una richiesta che arriva anche dal consumatore finale, sempre più esigente ed attento. Tutti dobbiamo fare la nostra parte per migliorare l’impatto ambientale. In questo senso, un aiuto enorme ci viene dalla ricerca e dalle nuove tecnologie”.

Flaviana Gottardo, docente dell’Università di Padova, ha illustrato gli step di progetto. “La sfida di sostenibilità per il comparto della carne rossa in Veneto, regione che produce ben il 30% dell’intera produzione nazionale di carne bovina, - ha detto - si gioca su tre ambiti di intervento, coprendo l’intera filiera produttiva: in campo (innanzitutto applicando l’agricoltura di precisione con test di concimazione mirata, valorizzando gli effluenti zootecnici, efficientando la raccolta e conservazione degli insilati), in stalla (con lo sviluppo di un sistema di identificazione precoce dei problemi di salute dei capi di bestiame e un conseguente minor utilizzo dei farmaci, con un frazionamento automatizzato dei pasti forniti ai bovini), infine, in macello, punto di raccolta delle informazioni per valutare gli effetti delle innovazioni introdotte. L’obiettivo finale di progetto sarà un modello di analisi di impatto ambientale, con il monitoraggio di 16 indicatori di performance ambientale, che ci consentiranno di misurare i miglioramenti effettivi per il settore zootecnico. Chiuderemo l’attività a ottobre prossimo”.

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