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Monastier: i rischi del polo Amazon

Partecipato convegno promosso dall'apposita Commissione consiliare

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Monastier: i rischi del polo Amazon

Un convegno pubblico per analizzare gli effetti che il futuro insediamento Amazon, previsto al casello autostradale di Meolo, lungo la regionale Treviso-Mare, avrà nel territorio a livello di traffico, inquinamento e sul piano socio-economico. Se ne è discusso giovedì sera 30 giugno in sala polivalente a Monastier grazie alla Commissione consiliare speciale “Nuovo polo logistico Roncade”, voluta dal consiglio comunale di Monastier per analizzare il previsto insediamento. All’incontro, dal titolo “Veneto ad alto rischio. La salute del territorio è nelle nostre mani, prendiamocene cura”, sono intervenuti in qualità di tecnici Chiara Mazzoleni e Gianfranco Pozzer, rispettivamente docente e ricercatore allo Iuav di Venezia; ha moderato Fabio Tullio di Legambiente onlus. La sala era gremita: fra il pubblico alcuni sindaci e amministratori locali, compreso qualche rappresentante del comitato No Polo logistico di Casale sul Sile e molti cittadini da fuori Monastier.

Ha introdotto i lavori Emanuela Lovisetto, presidente della Commissione speciale di Monastier: “Quello di cui stiamo trattando è un edificio lungo 316 metri, largo 188, alto 26,51, per un totale di circa 60 mila metri quadrati, che sarà edificato a 2 km da Monastier. Ospiterà fino a 2.700 addetti nel periodo invernale, e 1.710 in quello estivo, su 3 turni di lavoro, h24, 7 giorni su 7. Impatterà pesantemente sul traffico, sul consumo di suolo, sulla vita sociale delle nostre comunità. Cosa possiamo fare come cittadini riguardo a un progetto di questa portata? Incominciamo da un’informazione completa”.

La docente Mazzoleni ha spiegato: “Il territorio è un patrimonio collettivo e tutti nelle intenzioni si dichiarano per la sua difesa. Salvo renderci conto che negli ultimi 20 anni sono sempre più frequenti in Veneto i casi di uso scriteriato del territorio, che spesso diventa oggetto di patrimonializzazione privata. In virtù delle deroghe, sovente si calpestano i princìpi. La pianificazione urbanistica è lo strumento necessario, fondamentale, per la buona gestione e la difesa del suolo e dell’ambiente, così come sarebbero necessari i cosiddetti «accordi territoriali», fra più Amministrazioni comunali, per la gestione e condivisione di grandi progetti immobiliari, come quelli, ad esempio, che sorgeranno a Roncade e Casale sul Sile. Quando invece le Istituzioni, in generale, si deresponsabilizzano, facendo il contrario di quello che le direttive prescrivono, si favoriscono la disaffezione alla politica dei cittadini e si fa spazio ai piccoli e grandi opportunismi. Purtroppo, gli effetti devastanti sul cambiamento climatico, anche in conseguenza del consumo del suolo, sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti”.

Pozzer ha fatto vedere alla platea come in Veneto, seconda regione d’Italia per consumo di suolo, dopo la Lombardia, l’inquinamento ambientale e climatico risultino evidenti con l’uso delle tecnologie digitali, immagini satellitari in primis.
Da remoto ha fatto un intervento anche la sindaca di Monastier, Paola Moro. Dopo aver ringraziato la Commissione speciale, ha detto alla platea: “Nessuno è contrario a priori alle imprese e allo sviluppo economico, ma ciascuno deve fare la sua parte, con senso di responsabilità. Stiamo discutendo di questioni molto impattanti, che verteranno su un territorio come il nostro, che io considero ancora salvabile. Non possiamo più ragionare con la mentalità degli anni ’90, quando bastava edificare capannoni, ora è tempo di riqualificare. L’Agenda 2030, con i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, è un’ottima guida alla quale ispirarci”.

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