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Monastier: il pedibus non si ferma

L'iniziativa prosegue anche in questi mesi difficili. Il progetto prevede tre linee, con la partecipazione di 36 bambini e 26 accompagnatori. "Chi lo prova non lo molla più"

Monastier: il pedibus non si ferma

A Monastier il progetto Pedibus per i bimbi della scuola primaria resiste e si consolida, nonostante il Covid e tutte le limitazioni da esso generate.

Lanciata a livello sperimentale nel maggio 2015, grazie a un accordo fra l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Paola Moro, l’allora Ulss 9 di Treviso (oggi Ulss 2 della Marca Trevigiana), l’associazione Pedibus e l’Istituto comprensivo di Roncade, la proposta consiste nel raggiungere la scuola tutte le mattine a piedi, facendo una breve passeggiata, in compagnia di altri compagni, condotti da alcuni adulti volontari.

“A Monastier le linee del Pedibus sono tre, con partenza dal parco comunale, dal campo sportivo e da piazzale Pertini - spiega Rafaella Daniel, referente del progetto Pedibus per Monastier -, i bambini che ne usufruiscono nel corrente anno scolastico sono 36, gli accompagnatori volontari 26. La partecipazione è assidua e costante. Di solito, chi lo prova, non lo molla più, poiché sono evidenti i vantaggi del camminare con il Pedibus: si arriva a scuola in compagnia, respirando l’aria fresca del mattino, che fa bene al fisico e al risveglio del corpo, ma anche all’ambiente, che in questo modo viene inquinato un po’ meno. A Monastier siamo inoltre sostenuti dal Comune, che nel caso di bambini che frequentano il progetto Pedibus, dimezza il costo dell’abbonamento di trasporto con il pulmino, utilizzato per il rientro a casa, favorendo così le famiglie da un punto di vista economico. Non ultimo, abbiamo la fortuna di poter contare su un numero consistente di volontari, molto disponibili, che rendono possibile la proposta”.

Oltre a essere un “mezzo ecologico”, a impatto zero, che favorisce le relazioni interpersonali e inter-generazionali, il Pedibus diventa una sorta di sentinella della buona tenuta di marciapiedi e piste ciclopedonali. “Mi piace pensare che il progetto Pedibus sia una filosofia e uno stile di vita - aggiunge la referente -. Se infatti un bambino impara fin da piccolo a camminare, a rispettare l’ambiente e il codice stradale, ad apprezzare la vita all’aria aperta, penso che un domani sarà più facilmente un cittadino rispettoso: di se stesso, degli altri e della natura che ci circonda”.

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