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Monastier: riproposto il rito delle Rogazioni Maggiori in occasione del 25 aprile

Per la festa della Liberazione gli anziani di Villa delle Magnolie realizzeranno le croci per i pellegrini della processione che farà tappa all’ex abbazia benedettina di Santa Maria del Pero. Il parroco di Monastier, monsignor Luigi Dal Bello, commenta la reintroduzione del rito: "le preocupazioni di un tempo sono anche le nostre".

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Monastier: riproposto il rito delle Rogazioni Maggiori in occasione del 25 aprile

La comunità di Monastier riscopre e rilancia il rito antico delle Rogazioni Maggiori, martedì 25 aprile, giornata dedicata al culto di San Marco. Tradizione antichissima di preghiera (risalente all’incirca all’anno 600 dopo Cristo), caduta in disuso negli ultimi decenni, le Rogazioni saranno riproposte ai fedeli dalla parrocchia Santa Maria Assunta di Monastier, con il coinvolgimento dei residenti del centro servizio agli anziani Villa delle Magnolie, che per l’occasione hanno realizzato 150 croci con il legno delle potature, come un tempo, che i pellegrini appenderanno al collo con uno spago. Il 25 aprile si partirà al mattino alle ore 8.30 a piedi, in processione, da villa delle Magnolie di Monastier; procedendo lungo la pista ciclabile di via Roma, si arriverà all’ex abbazia benedettina di Santa Maria del Pero, dove continueranno le preghiere e si consumerà una frugale merenda con uova sode, pane e salame; quindi, si rientrerà a Villa delle Magnolie lungo la stradina sterrata via Cimitero.
Tutto è partito da  uno spunto dell’Università dell’Età Libera, le cui lezioni si tengono all’interno del centro servizi agli anziani di Monastier, dove sovente si approfondiscono tematiche legate alla storia e alle tradizioni popolari.
Le Rogazioni (il cui termine deriva da “rogare”, che in latino significa “pregare con insistenza, ripetutamente”) sono delle processioni in cui si cantano le litanie dei Santi ed altre preghiere per implorare da Dio i beni spirituali e chiedere la protezione e la benedizione per i prodotti della terra, la città, il paese, la campagna, le acque. Si definivano Rogazioni Maggiori quelle che si facevano in occasione delle festa di San Marco (giorno in cui, secondo la tradizione, San Pietro giunse a Roma per fissare la sede del primato apostolico) e Rogazioni Minori, quelle che invece si svolgevano nel triduo antecedente l’Ascensione (lunedì, martedì, mercoledì).
Durante le Rogazioni si invocavano la liberazione da peste, fame e guerra, ma anche dalla folgore e dalla tempesta (“A peste, fame et bello libera nos Domine!” e “A fulgure et tempestate libera nos Domine!), chiedendo mentre si benedicevano le campagne “Ut fructus terrae dare et conservare digneris. Te rogamus audi nos!”. La processione aveva per meta i capitelli devozionali – solitamente edificati nei luoghi di confine, agli incroci delle vie di comunicazione e ai margini dei campi – dove venivano affisse delle croci costruite dai contadini, benedette appunto in queste occasioni; simili croci venivano appese anche sugli alberi maggiori, che segnavano i limiti delle campagne.
“Da molto tempo le Rogazioni non vengono più praticate – spiega mons. Luigi Dal Bello, parroco di Monastier – ma abbiamo ritenuto opportuno ripristarne almeno una, poiché le preoccupazioni di un tempo sono anche le nostre. La fame potrebbe essere paragonata alla crisi del lavoro e alla disoccupazione dei nostri giorni, allo stesso modo la peste assomiglia ai tumori, mentre  le guerre sono come le violenze che attraversano il nostro globo. Grazie agli anziani di Villa delle Magnolie che ci trasmettono le tradizioni devozionali, offrendoci una croce realizzata con le loro mani”.

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