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Cibo: Spinea aderisce al protocollo "Sprecozero"

Un convegno a Spinea per sensibilizzare i cittadini contro lo spreco del cibo. Presentate alcune iniziative insieme alle buone pratiche già attive nel territorio

Cibo: Spinea aderisce al protocollo "Sprecozero"

“Sprecozero? Sì, grazie” su questo tema il Comune di Spinea ha promosso lo scorso 28 febbraio un convegno per sensibilizzare i cittadini a non sprecare il cibo. Il convegno, che ha avuto anche il patrocinio del comitato Expo 2015, fa parte di una serie di iniziative che cercano di promuovere la sostenibilità ambientale. Il Comune ha infatti aderito al protocollo “Sprecozero.net” per ridurre gli sprechi a tutti i livelli, dal municipio alle scuole, ai cittadini, alle imprese. Dopo il saluto del sindaco Silvano Checchin, i relatori del convegno, oltre all’assessore all’Ambiente Stefania Busatta, sono stati Sara Fassini, in rappresentanza delle Caritas di Spinea, di Prima Opera e del Centro d’Ascolto, Alessandra Tiengo di Coop Adriatica, Massimo Biolo di Spigas, Luca Musumeci di Action Aid, Marco Sacco del Movimento decrescita felice Venezia e Sara Mascarin presidente dell’associazione “Amici della solidarietà” di Montebelluna.

Una recente ricerca eseguita da Gfk Eurisko in collaborazione con Auchan e Simply ha quantificato le dimensioni dello spreco alimentare domestico in Italia. Ogni anno in media una famiglia italiana butta 49 kg di cibo, complessivamente vengono sprecati 1,19 milioni di tonnellate di alimenti. In termini economici questo corrisponde a circa 7,65 miliardi di euro, 316 euro per famiglia. L’indagine ha anche “pesato” lo spreco annuale per le diverse tipologie di alimenti. Gli sprechi maggiori riguardano la verdura (10,7 kg), la frutta (9,9 kg), il pane (9,1 kg), e la pasta (6,0 kg) mentre minori risultano le quantità sprecate per gli alimenti più costosi: carne (4,5 kg), formaggi (2,1 kg), pesce (1,8 kg), surgelati (1,8 kg) e salumi (1,2).

“Abbiamo cercato di mettere sullo stesso tavolo diverse realtà locali e non - ha spiegato l’assessore Busatta - per riflettere e contrastare gli sprechi alimentari. Vogliamo soprattutto promuovere le buone prassi: si va dall’esperienza di un acquisto responsabile, a quella di intercettare il cibo per donarlo alle famiglie bisognose; oppure dalla possibilità di coltivare la terra ed utilizzare direttamente i prodotti da parte delle famiglie che si mettono in rete. Abbiamo anche ascoltato l’esperienza importante dell’emporio solidale di Montebelluna e di Action Aid”. 

Tra le tante esperienze ecco quella di Coop Adriatica. Ha spiegato Alessandra Tiengo: “Abbiamo attuato il progetto «Brutti ma buoni» che coniuga solidarietà, risparmio e ambiente perché cerca di ridurre i rifiuti e lo spreco alimentare. Il progetto consiste nel raccogliere gli alimenti vicini alla scadenza per donarli alle associazioni che ci garantiscono di conservarli e cucinarli in modo corretto. Stiamo parlando di 6.400 pasti al giorno! E poi c’è la merce che viene messa in vendita a metà prezzo poco prima della scadenza e che ovviamente è ancora buona. Stiamo poi  sostenendo il progetto «scambia cibo» dove si creano comunità virtuali e ci si scambia il cibo in eccedenza tra persone che abitano nello stesso quartiere. Questo è molto importante perché abbiamo visto che lo spreco non avviene solo nei punti vendita ma anche in casa. Proseguiamo poi il progetto in cui abbiamo coinvolto finora 35 mila bambini all’anno in un percorso di educazione al consumo consapevole”. Sara Fassini, della Caritas spinetense, ha illustrato il servizio di distribuzione vestiario e banco alimentare rivolto alle famiglie particolarmente bisognose della città e delle vicinanze. Il servizio vestiario è aperto il martedì mattina dalle 9 alle 11 a San Vito ed è seguito da una decina di volontari. Si effettua il ritiro di vestiario usato e la consegna alle persone che necessitano di questo bene dopo averne verificato il buono stato. Il banco alimentare è invece attivo nella parrocchia di Santa Bertilla il mercoledì mattina dalle 9 alle 11. La consegna di generi alimentari di prima necessità è rivolta alle famiglie munite di tessera, in collegamento con il Centro di ascolto di Spinea e i Servizi sociali. Vi partecipano circa 7-8 volontari e vengono raggiunte oltre 150 famiglie.

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