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Elezioni amministrative: a Mirano si candidano in tre

In città un'inedita concentrazione di candidati a sindaco. A sfidarsi saranno Giorgio Babato, Tiziano Baggio e Marco Lazzarini. Presentiamo i candidati e i loro programmi

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Elezioni amministrative: a Mirano si candidano in tre

Da sette a tre. Il primo dato politico delle elezioni amministrative a Mirano è tutto qui, nel più che dimezzamento del numero di candidati sindaco rispetto alla tornata del 2017. E poteva essere un segnale ancor più significativo se i 5 Stelle non avessero trasformato il voto miranese in un “caso”, uno dei pochi territori a livello nazionale, in cui si presenteranno in solitaria con il proprio simbolo e un proprio candidato. Che sia il frutto di un incastro di alleanze tra liste, o il primo segnale di come anche in centri rilevanti cominci a essere difficile trovare persone disponibili a prendersi l’onere di governare la cosa pubblica, fatto sta che ci sarà un terzetto a contendersi il posto di Maria Rosa Pavanello e della giunta di centrosinistra che ha amministrato la città negli ultimi dieci anni.

In ordine alfabetico, il centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Coraggio Italia, Forza Italia-Popolo della Famiglia e Insieme per il bene comune) unisce le forze a sostegno di Giorgio Babato, 53 anni, funzionario pubblico con esperienze varie sia come consigliere comunale che come consigliere della Città metropolitana di Venezia. Il centrosinistra (Pd, Noi amiamo Mirano, Avanti insieme per Mirano, Evoluzione Mirano, Io scelgo Mirano) punta su Tiziano Baggio, 63 anni, ex direttore regionale di Trenitalia, alla prima esperienza in politica dopo un lungo percorso nel mondo dell’associazionismo e del volontariato, in particolare all’interno delle Acli. Infine il candidato più giovane, Marco Lazzarini, 31 anni, candidato del Movimento 5 Stelle dopo essere stato nell’ultimo quinquennio consigliere comunale d’opposizione. In un quadro sostanzialmente semplificato, tanto che in molti scommettono che la partita si deciderà già al primo turno, tre i dati politici da sottolineare, uno per candidato. Nel caso di Babato, si tratta della prima volta che, a Mirano, il centrodestra si presenta unito fin dal primo turno. Dal canto suo, Baggio ha cercato di allargare al centro il perimetro della maggioranza che nell’ultimo mandato aveva sostenuto Pavanello, coinvolgendo con Evoluzione Mirano due ex candidati sindaco del 2017, Stefano Tigani e, soprattutto, Maria Giovanna Boldrin, all’epoca portacolori di Forza Italia. Infine, come detto, la scelta dei 5 Stelle di presentare un proprio candidato, in netta controtendenza rispetto a quanto fatto negli altri Comuni chiamati al voto.

In una campagna elettorale ricca di occasioni di incontro e confronto, un punto fermo è stato messo con il tradizionale dibattito promosso dal circolo Acli. Una serata per approfondire le “ricette” dei candidati su tutti i principali temi (famiglia, sociale, viabilità, ambiente, sviluppo urbanistico ed economico) e le loro priorità nel caso venissero eletti. Per Babato il primo obiettivo è “mettere a disposizione dei cittadini uffici con un organico adeguato, capaci di dare risposte in tempi certi, dove il cittadino si senta accolto e trovi una soluzione ai propri problemi”. Su una linea simile, il candidato del centrodestra si impegna a “fare le scelte importanti assieme ai cittadini, alle associazioni, ai comitati, facendo prevalere il senso di responsabilità sugli interessi dei singoli”. Infine, la volontà di “riportare Mirano al centro del comprensorio del Miranese. Una Mirano che possa guidare i tavoli delle scelte per il nostro territorio, a fianco degli altri Comuni della Città metropolitana e del Veneto, senza subire le scelte fatte da altri sul nostro territorio. Non deve ripetersi più una vicenda come quella del Passante di Mestre, scelta fatta da altri, che ancora stiamo pagando senza aver finora potuto godere nemmeno delle opere di mitigazione”.

Baggio punta tutto sull’idea di Mirano “smart city”, una città intelligente che, unendo l’uso delle tecnologie digitali a un miglior utilizzo delle risorse, sappia rispondere in modo più efficiente ai bisogni dei cittadini. Primo obiettivo l’ottenimento della certificazione ambientale urbana, “non un semplice bollino, ma un cambiamento radicale nella gestione di tutti processi. Puntiamo tra le altre cose all’istituzione dello sportello energia, all’autosufficienza energetica degli impianti sportivi, alla promozione delle comunità energetiche, alla messa in rete delle piste ciclabile tramite una bicipolitana”. Altre priorità la riorganizzazione del processo di erogazione dei servizi ai cittadini e il miglioramento dell’erogazione dei servizi sanitari in raccordo con l’Ulss 3, per rafforzare in particolar modo la medicina territoriale a vantaggio degli anziani soli e con patologie croniche. Partecipazione, ambiente e viabilità le parole d’ordine di Lazzarini. “La partecipazione dei cittadini non può essere limitata alla campagna elettorale, anche per questo promettiamo trasparenza tramite una maggiore informazione per far conoscere motivazioni e svolgimento dei processi decisionali. A livello ambientale, priorità alla lotta all’inquinamento in uno dei Comuni con i peggiori dati in tutta la provincia: entro il 2027 pianteremo più di 27 mila alberi, uno per abitante, il più grande piano verde mai attuato. In quest’ottica vogliamo anche migliorare la raccolta differenziata, passando a un porta a porta spinto per riuscire anche ad abbassare le tasse sui rifiuti. E infine revisione della viabilità del capoluogo, per ridurre il traffico di attraversamento e riqualificare il centro”.

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