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Gabriele Carnera, originario di Martellago, ordinato sacerdote a Lima

Era presente in Perù un bel gruppo dalla parrocchia d’origine. “Vorrei essere un prete che condivide il pane e gioioso”, ci ha detto. Una festa per la comunità parrocchiale di “La Trinidad”, nell’area metropolitana di Lima, capitale del Perù; per la comunità missionaria di Villaregia; e per la comunità di Martellago.

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Gabriele Carnera, originario di Martellago, ordinato sacerdote a Lima

Una festa per la comunità parrocchiale di “La Trinidad”, nell’area metropolitana di Lima, capitale del Perù; per la comunità missionaria di Villaregia; e per la comunità di Martellago. Sabato 6 agosto, nella solennità della Trasfigurazione, Gabriele Carnera, da otto anni in Perù a nome appunto, della comunità di Villaregia, è stato ordinato sacerdote. Dopo la vocazione missionaria, maturata nella parrocchia d’origine di Martellago, la vocazione al sacerdozio è nata a cresciuta a contatto con l’accogliente popolazione del Paese sudamericano.

Il rito è stato celebrato da mons. Carlos Enrique García Camader, vescovo di Lurín, la diocesi sotto la cui giurisdizione ricade la zona meridionale dell’area metropolitana della capitale. Tra i concelebranti, mons. Giorgio Riccoboni, ora parroco della Cattedrale e già parroco di Martellago. Un gruppo di dodici persone, provenienti dalla parrocchia d’origine, è giunto fino a Lima, compresi i famigliari del nuovo sacerdote. Altri hanno seguito la diretta attraverso YouTube. “Sono molto contento della loro presenza. Mi sono scritto spesso anche con il parroco, don Francesco Garofalo. La comunità di Martellago mi ha regalato un messale per la comunità di La Trinidad”.

Mons. García, nell’omelia, ha ricordato che “la radice del sacerdozio è Gesù, che ci chiede di portare alle persone il suo piccolo seme. Siamo chiamati a essere liberi di amare, servire, camminare verso l’eternità”.

DonGabriele ci racconta: “Ho voluto essere ordinato qui in Perù, quasi al termine della mia esperienza in questa terra, perché qui è nata ed è maturata la mia vocazione, e anche, una modalità di essere sacerdote. Il brano del Vangelo che sento più vicino è quello della moltiplicazione dei pani. Gesù prova compassione e invita i discepoli a «dare da mangiare», a condividere. E’ quello che vorrei vivere da sacerdote, condividere il pane e assieme il «più importante dei pani», l’eucaristia; celebrare la vita nell’altare. E, ancora, vorrei essere un sacerdote gioioso. Qui ho imparato l’accoglienza, la condivisione, la gioia”.

Don Gabriele dà appuntamento a gennaio agli amici di Martellago: “Sarò in Perù fino alla fine del 2022, poi da gennaio mi è stato chiesto un servizio in Italia”.

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