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Sagre senza sprechi nel Miranese

Dopo Scorzè aderisce al progetto anche Santa Bertilla di Spinea. Occasione preziosa di sensibilizzazzione per diffondere una cultura attenta a un uso responsabile dei generi di prima necessità.

Parole chiave: family bag (1), sagre (3), sprechi (4), iniziative (3), progetto acli (1)
Sagre senza sprechi nel Miranese

Tempo di sagre parrocchiali, tempo di “Buono oggi e anche domani”. È tornato anche quest’anno il progetto delle Acli provinciali di Venezia contro lo spreco del cibo. Ed è tornato in grande stile: sono infatti ben dieci le parrocchie che aderiscono all’iniziativa, mettendo a disposizione degli avventori delle rispettive sagre la “family bag” offerta dalle Acli per portare a casa i propri avanzi. Tra queste anche due parrocchie della diocesi di Treviso: dal 6 al 15 luglio “Buono oggi e anche domani” è stato presente ancora una volta alla festa di San Benedetto Abate a Scorzè, mentre a settembre aderirà per la prima volta al progetto la sagra di Santa Bertilla a Spinea.
Il kit antispreco, messo a disposizione dalle Acli e finanziato con le risorse del 5 per mille, è composto da una borsetta di carta contenete un contenitore richiudibile e riciclabile e l’opuscolo “Impariamo a non sprecare cibo”, con i dati sulla dimensione dello spreco alimentare in Italia e nel mondo e alcuni suggerimenti pratici per ridurre gli sprechi a livello domestico. Un’opera di sensibilizzazione che le Acli veneziane ritengono fondamentale, considerando che in Italia il 77% dello spreco alimentare avviene proprio in casa: ogni famiglia getta infatti 84,9 chilogrammi di cibo all’anno, per un totale a livello nazionale di 2,2 milioni di tonnellate e un controvalore economico di oltre 12 miliardi di euro.
“Sono numeri - sottolinea Paolo Grigolato, presidente delle Acli provinciali di Venezia - che ci interrogano, soprattutto a livello sociale ed etico: lo spreco alimentare rappresenta una contraddizione intollerabile di fronte al numero crescente di persone assistite dalle associazioni caritative e ai 7 milioni di italiani che sono in condizioni di povertà alimentare, non potendo permettersi un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni. Senza considerare il dato ambientale: lo spreco alimentare in Italia comporta l’emissione di circa 3,4 milioni di tonnellate di Co2, oltre 5 considerando anche le emissioni legate allo smaltimento dei relativi rifiuti”. Per questo, prosegue Grigolato, “è necessario lavorare per diffondere una cultura maggiormente attenta e sensibile all’utilizzo responsabile dei generi di prima necessità, attraverso un cambiamento significativo dei nostri modelli di consumo”. Per rispondere alla sfida, le Acli veneziane nei prossimi mesi cercheranno di potenziare la loro proposta, coinvolgendo ristoranti, scuole, parrocchie e, in generale, la società civile. “Stiamo studiando nuove azioni da mettere in campo - conclude Grigolato -, sia a livello di sensibilizzazione che di interventi pratici, nella convinzione che il grande tema della lotta alla povertà, anche a livello locale, passi anche per questa strada”.

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