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Salzano, la Via Crucis torna all'antico splendore

Completato il restauro della “Via Crucis” acquistata da don Giuseppe Sarto. Sabato 11 e domenica 12 gennaio 2020 i fedeli di Salzano hanno potuto ammirare nella chiesa parrocchiale i quadri delle 14 stazioni che ne hanno ornato le pareti dal 1874 al 1952, prima di essere sostituite dai bassorilievi in terracotta attualmente presenti.

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Salzano, la Via Crucis torna all'antico splendore

La “Via Crucis” acquistata da don Giuseppe Sarto è ritornata all’antico splendore. Sabato 11 e domenica 12 gennaio 2020 i fedeli di Salzano hanno potuto ammirare nella chiesa parrocchiale i quadri delle 14 stazioni che ne hanno ornato le pareti dal 1874 al 1952, prima di essere sostituite dai bassorilievi in terracotta attualmente presenti.

Sabato pomeriggio hanno commentato la presentazione del recupero don Giulio Zanotto, parroco di Salzano, Matteo Guidolin di Rosà, esperto di Stampe Colorate dell’Ottocento, il maestro Luigino Mario Righetto, restauratore, e Quirino Alessandro Bortolato per la parte storica. Ai lavori di pulizia e riassetto delle stampe hanno partecipato Lucia Piazza Celegon e Federica Stevanato Miele.

Si tratta di 14 splendide cromolitografie, che portano la firma del litografo Frère Athanase Del Lasnier e che sono uscite dai torchi della prestigiosa casa editrice Louis Auguste Turgis e figli, la cui attività iniziò nel 1856 e si diffuse anche a New York.

La pia pratica della Via Crucis fu iniziata a Salzano da don Girolamo Orsolini (1780-1845), parroco dal 1826 al 1839: eretta nel 1827, si svolgeva pubblicamente ogni quarta domenica del mese e nei venerdì di Quaresima.

Nel giugno 1874 don Giuseppe Sarto descrisse le spese incontrate nell’acquisto e nel trasporto dei quadri della nuova Via Crucis nel suo giornale di cassa: “Avendo bisogno la Chiesa Parrocchiale dei quadri della Via Crucis l’Arcip per sopperire a questa spesa offeriva N. 14 quadretti da mettersi al lotto e con questo ricavato e con private offerte come risulta dal libretto scossi si ricavò la somma di L 302,88”. Le spese incontrate ammontarono a 291,10 lire così suddivise: “Spese nella Via Crucis L. 240”, “In lastre L. 28”, “Al falegname per le soazze da sostituire L. 8”, “Al muratore L. 4”, “Gesso e marmorino L. 2”, “Al fabbro L. 2”, “Per due viaggi a Marano con cavallo L. 3”, Per un terzo viaggio L. 1.50”, “Lettere al Morera e spedizione del Vaglia L. 2.60”, “Spesa pel colto dei quadretti L. 10,00”.

La funzione solenne della benedizione fu compiuta il 5 marzo 1875 dal padre Lorenzo dei Carmelitani Scalzi, espressamente delegato, il quale in quell’anno teneva la predicazione quaresimale.

Dopo la beatificazione di Pio X, mons. Oddo Stocco, parroco di Salzano dal 1949 al 1958, commissionò una nuova “Via Crucis” all’arch. Lino Pietro Bottacin, che eseguì tre formelle tra il 1952 ed il 1953; le altre furono opera dello scultore Talete Costi di Treviso (1956).

Quella vecchia fu collocata nella chiesetta ricavata nel 1956 negli ambienti degli ex granai e della barchessa della casa canonica. Infine, nel 1996 fu riposta nell’Archivio storico parrocchiale “G. Furlanetto” e gelosamente custodita dall’associazione culturale “Tempo & Memoria”.

Il parroco mons. Giulio Zanotto ha voluto valorizzarla e riportarla all’antico splendore. Ora sarà visibile nelle sale della casa canonica. (Q.B.)

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