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"Spero di venire a casa al tempo del vino nuovo": la storia di Pietro Donà, da Sanbruson alla Grande guerra, raccontata in un libro

Il vissuto, coinvolgente e commovente, di questo giovane uomo è stato ricostruito grazie al reperimento casuale di oltre 700 lettere e di 3 diari. Il libro, che ha l’introduzione del prof. Ulderico Bernardi, verrà presentato a Salzano, in Filanda, venerdì 30 novembre alle ore 20.30

"Spero di venire a casa al tempo del vino nuovo": la storia di Pietro Donà, da Sanbruson alla Grande guerra, raccontata in un libro

“Spero di venire a casa al tempo del vino nuovo”, edizioni “Il prato” è un libro che racconta le vicissitudini di Pietro Donà, partito dall’entroterra veneziano, Sanbruson, per la Grande guerra nel 1915, a 19 anni, e morto per un destino beffardo pochi giorni dopo l’armistizio, durante delle operazioni di sminamento. Il vissuto, coinvolgente e commovente, di questo giovane uomo è stato ricostruito grazie al reperimento casuale di oltre 700 lettere e di 3 diari a partire dai quali si son venute dipanando, come fili di una straordinaria matassa, le vicende militari e personali. Il libro, che ha l’introduzione del prof. Ulderico Bernardi, verrà presentato a Salzano, in Filanda, venerdì 30 novembre alle ore 20.30. Dialogherà con l’autrice, Chiara Donà, Paolo Tonello, presidente delle Acli di Mirano; parteciperà il Gruppo lettori volontari.

"Mi sono trovata da subito di fronte a due fenomeni che mi hanno lasciato senza parole - racconta Chiara Donà -. Da una parte Pietro che scrive, scrive tantissimo, scrive quasi tutti i giorni, scrive di suo pugno, scrive alla famiglia, ai fratelli al fronte, ma sappiamo, leggendo i suoi testi, che scrive agli amici, agli zii, ai cugini: una rete fittissima di relazioni per rassicurare, per raccontare – poco perché poco la censura consentiva di raccontare - per rimanere in contatto con il mondo reale, con un mondo umano. Scrive tanto nonostante la bassa scolarizzazione, scrive tanto nonostante la guerra rendesse tanto difficile trovare carta e buste, penna e inchiostro e soldi per i francobolli. Dall’altra parte la famiglia che conserva tutto, per non perdere più nulla di un figlio che è andato drammaticamente perduto, conserva e custodisce tutto, per un secolo, in una scatola di cartone. È di Pietro e della sua tragica storia, fatta di imprese eroiche (la presa di Gorizia, la vittoria sul Piave per citarne un paio), di solitudine, di amicizie, di attaccamento smisurato per la propria famiglia, che, in questo libro, ho scritto. All’interno di questa vicenda, incastonata come un cameo, vi è la storia d’amore per Rosetta, raccontataci dalle lettere di lei, una storia appassionata e disperata, una storia che ha dell’incredibile e che viene incredibilmente infranta".

CHIARA DONÀ (nata a Venezia nel 1969) è al suo esordio nella produzione letteraria ma da più di vent’anni si occupa, per lavoro e per passione, di "racimolare memoria”, ovvero di ricercare e recuperare il patrimonio culturale, storico e linguistico del proprio territorio affinché nulla vada perduto. Opera in questo ambito sia attraverso il coinvolgimento del mondo della scuola, sia mediante la conduzione di progetti riconosciuti e finanziati a livello locale e dalla Comunità Europea.

"Spero di venire a casa al tempo del vino nuovo": la storia di Pietro Donà, da Sanbruson alla Grande guerra, raccontata in un libro
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