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Chi ha paura di Amazon? Per il sindaco di Casale "non si ferma il vento con le mani"

Da qualche tempo si mormora, nulla è ufficiale, di un interesse forte per un’area di 500mila metri quadri a Casale sul Sile da parte del colosso della vendita online. Sarà un’altra partita che finirà con un nulla di fatto, come in passato è accaduto nella stessa area per i progetti Ikea? Non è chiaro, divisi e discordi i pareri, chi guarda ai più di mille posti di lavoro che potrebbero attivarsi, chi lamenta ulteriore consumo di suolo in una zona già soffocata dal traffico e che dovrebbe difendere anche l’ultimo centimetro di verde.

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Chi ha paura di Amazon? Per il sindaco di Casale "non si ferma il vento con le mani"

Forse grande non è più bello? Forse le domeniche trascorse su e giù per i centri commerciali fuori porta, con tanto di aria condizionata e gelato, non piacciono più? Forse “tutto in uno”, dallo stracchino alle tivù al plasma non è così conveniente? Difficile dirlo, certo, il Covid-19 ci ha spinti a spendere sotto casa o a spendere online.

Specchio di questa situazione è l’area trevigiana che va da Silea al Passante di Mestre. Si fanno sempre più complicate le sorti dei centri commerciali, in particolare quello di Roncade, chiamato Arsenale, le disordinate situazioni di Silea, per non parlare di Villorba. Andando verso sud ovest, sulla tangenziale di Mestre, assistiamo alla resa, con pesanti perdite, di Auchan. Intanto, da qualche tempo si mormora, nulla è ufficiale, di un interesse forte per un’area di 500mila metri quadri a Casale sul Sile da parte del colosso della vendita online, Amazon.

C’è chi scende e c’è chi sale lungo gli assi stradali e autostradali, da sempre catalizzatori di attività commerciali. “Magico”, questo incrocio a Casale sul Sile, l’area viene a trovarsi a due passi dal Passante di Mestre, dalla A4 e dall’A27 e quindi dalla futura Superstrada pedemontana veneta. Come se non bastasse, nel raggio di pochi chilometri l’aeroporto di Venezia, il Marco Polo, e quello di Treviso, il Canova. Non manca neppure la linea ferroviaria verso Udine e Venezia.

Sarà un’altra partita che finirà con un nulla di fatto, come in passato è accaduto nella stessa area per i progetti Ikea? Non è chiaro, divisi e discordi i pareri, chi guarda ai più di mille posti di lavoro che potrebbero attivarsi, chi lamenta ulteriore consumo di suolo in una zona già soffocata dal traffico e che dovrebbe difendere anche l’ultimo centimetro di verde. L’area era in origine destinata a “parco tematico” e in molti documenti viene ancora definita così, ma l’ultimo piano urbanistico attuativo, il Pua, approvato dalla Giunta guidata dal sindaco Giuliato, al suo secondo mandato a Casale, ha aperto alla possibilità di un insediamento per la logistica e alla “copertura” di circa 150mila metri quadrati. Consumo del suolo e occupazione faticano a trovare una quadratura nella mente degli amministratori presenti e passati. L’area richiede invece un pensiero comune e volto al futuro lontano: gli americani hanno capito da qualche anno che i centri commerciali non reggono, stavolta c’è chi pensa di anticiparli e guardare già oltre il presente, fatto di strade e autostrade telematiche, per cedere e comprare le merci.

 

Le parole del sindaco: "Finora nessun contatto, ma potrebbe essere un'opportunità"

“Noi non abbiamo avuto alcun contatto con Amazon. Sinceramente, noi abbiamo esaminato le richieste dei proprietari”. Afferma il sindaco di Casale sul Sile, Stefano Giuliato. “I fruitori potrebbero essere diversi e la destinazione ad area edificabile risale ancora al 2004, quando la zona venne indicata come parco tematico”.

Invece, la “Disneyland” sul Sile non si fece mai. “Noi, con l’ultimo piano urbanistico attuativo, abbiamo introdotto la logistica. L’area si trova già tra due zone industriali, quella di Casale e quella di Quarto d’Altino. Il progetto prevede anche la realizzazione di una ciclabile e di una foresta di mitigazione. Ci attaccano dicendo che ci sono aree industriali ancora da recuperare, ma non è vero. Abbiamo bonificato il vecchio consorzio agrario, l’area Gasparello, abbiamo recuperato vecchie archeologie industriali e il vecchio Supercinema, dove adesso ci sono la medicina di gruppo e la farmacia”.

Non ci sono dubbi che la collocazione per una centro di logistica di e-commerce sia strategica. Si accede all’A4, al Passante di Mestre e all’A27 senza fatica e con ampi tratti liberi da pedaggio. Prosegue il sindaco:“Abbiamo perso 200mila posti di lavoro in Veneto, due terzi credo nel turismo: qui molti artigiani lavorano in questo settore, dove si prevede almeno un anno e mezzo di sofferenza: se per caso, non lo so... ma se arrivassero i posti di lavoro di Amazon per noi sarebbe una boccata d’ossigeno”.

La sensazione è che i proprietari abbiano una proposta in tasca e che siano pronti a cedere, anche perché da trent’anni hanno quei capitali fermi, e per di più ci pagano le tasse come se fosse terreno edificabile: “Credo che il nostro compito sia facilitare gli investimenti, togliere burocrazia, c’è bisogno di risposte immediate. Se poi mi chiede un parere sul commercio online, le dico che non mi spaventa e comunque ha ancora una spazio ridotto, difficile immaginare che travolga i negozi fisici. Certo, non possiamo «fermare il vento con le mani», l’e-commerce è come il vento, piuttosto dobbiamo volgere la situazione a nostro favore e raccogliere le opportunità possibili”.

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