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Frescada: l'eccomi di suor Grace

Rito di professione perpetua presieduto dal vescovo Michele. Nella veglia di preghiera che, qualche giorno prima, sempre nella chiesa di Frescada, aveva anticipato la celebrazione, suor Grace ha narrato la sua storia vocazionale

Suor Grace

L’8 dicembre, solennità dell’Immacolata, la famiglia religiosa delle suore Francescane di Cristo Re delle Grazie di Preganziol ha vissuto un momento di grande festa: nella chiesa di Frescada è stata celebrata la consacrazione definitiva di suor Grace Nnadi. Nonostante il freddo e la pioggia battente, italiani e nigeriani si sono stretti attorno a suor Grace. La nuova sorella francescana è nata in Nigeria e, grazie al collegamento streaming, anche la sua famiglia d’origine ha potuto partecipare in diretta a questo evento comunitario.
A presiedere l’eucaristia il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, insieme a tanti altri sacerdoti, sia italiani che nigeriani.

“Abbiamo appena sentito un forte «eccomi» detto da suor Grace con grande entusiasmo - ha detto il Vescovo nella sua omelia - una parola piccola, breve, sembra facile da dire… ma la storia nostra, come persone umane, inizia con un’altra parola «non io, non me»... E’ un atteggiamento molto umano, quest’ultimo, che si potrebbe riassumere con un’altra parolina molto comune, che è «forse», che non promette una vita tranquilla, ma sbiadita. Il «forse» porta piano piano a un «no» a Dio”.

Ha proseguito il Vescovo: “Siamo qui riuniti, invece, grazie a quel «sì» di Maria detto per sempre, che proprio oggi ricordiamo. Se io dico «sì» alla mia vocazione per tutte e tutti, lì posso credere di essere felice perché quel «sì» vuol dire anche costanza, tenacia, fatica. La parola «eccomi» è donata dalla Grazia di Dio e tu, cara sorella, porti proprio questo nome”. La professione perpetua, ha concluso mons. Tomasi, “da fuori, può sembrare un legame, ma è un momento di vitalità; è dare la possibilità al Signore di essere sempre presente nella nostra vita! E allora siamo tutti invitati a non dire più forse, ma mi fido di te, Signore!”.

Cuore della festa è stato l’«eccomi», risuonato in tutta la chiesa, pronunciato da suor Grace nelle mani di madre Edite, superiora generale, che, alla fine della cerimonia, davanti al Vescovo, ha consegnato alla nuova professa anche l’anello, segno di appartenenza definitivo alla famiglia francescana. Il clima di profondità e di festa è stato creato anche dai canti e dalle danze in portoghese, italiano e ibo, che hanno animato e coinvolto i fedeli.

Splendida è stata la veglia di preghiera che, qualche giorno prima, sempre nella chiesa di Frescada, aveva anticipato la celebrazione: suor Grace ha narrato la sua storia vocazionale. In tre momenti ha messo in luce il suo essere stata chiamata per nome, Ijeoma, che significa “buon cammino”, ha poi raccontato le luci e le ombre del suo discernimento vocazionale, evidenziando comunque che, più forte di tutto, è stato l’amore per Gesù che è riuscito a “conquistare ogni parte di lei” (Sal. 139).
La celebrazione si è conclusa con un momento conviviale e di grande amicizia nella grande tensostruttura allestita per l’occasione dalla parrocchia.

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