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In quattromila a Sambughè per il rapper convertito alla fede

E’ il pioniere del Gospel Rap un nuovo genere musicale. Un rap “sano” che insegna a guardare la vita con ottimismo. L’artista è Thomas Valsecchi in arte “Shoek” nato all’interno della comunità di San Patrignano perché i genitori avevano problemi di droga. Ha portato la sua testimonianza di conversione attraverso un concerto.

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In quattromila a Sambughè per il rapper convertito alla fede

E’ il pioniere del Gospel Rap un nuovo genere musicale. Un rap “sano” che insegna a guardare la vita con ottimismo. Il contrario di quello che solitamente siamo abituati ad ascoltare. L’artista è Thomas Valsecchi in arte “Shoek” nato all’interno della comunità di San Patrignano perché i genitori avevano problemi di droga. Ha portato la sua testimonianza di conversione attraverso un concerto organizzato dal Gruppo Parrocchiale di Sambughè che si è tenuto giovedì sera (6 settembre) di fronte ad oltre 400 persone. Thomas Valsecchi ha parlato ai giovani, ma anche ai tanti adulti presenti, di come la fede in Gesù riesca a risolvere tanti problemi senza la necessità di travisarli attraverso l’uso di alcol, droga o altri stupefacenti. Ha raccontato della sua infanzia difficile segnata dalla droga che aveva ucciso molti dei suoi familiari, della prostituzione ma soprattutto della mancanza dell’amore di sua madre. Una donna che lui ha profondamente amato ma anche tanto odiato. “L'amore di una madre è inestimabile” ha detto Shoek rivolgendosi soprattutto ai più giovani. “Quando mia madre mi ha abbandonato e’ stato un dolore incredibile, mi ha lacerato il cuore. Nessuno può sostituire l'amore di una madre” Una ferita profonda quella di Tommaso Valsecchi che è riuscito a guarire solo attraverso l'amore in Gesù che è stato il leit-motiv di tutto il concerto di giovedì sera nella piccola frazione trevigiana. La passione per la musica e la fede lo hanno portato a diventare un divulgatore di fede tra i giovani che riescono a recepire il significato delle sue parole proprio perché trasmesse nel modo che i giovani più comprendono, la musica rap. Il Gospel Rap porta un messaggio che non distrugge, che non influenza in malo modo ma piuttosto incita i giovani a fare del bene- dice Shoek “Fare del bene e ricevere del bene. Il Gospel Rap è un movimento non ancora molto conosciuto in Italia ma per me è comunque una grande vittoria perché ora posso parlare a tanti giovani. Siamo abituati ad ascoltare una musica rap con parole negative che parlano di morte che istigano a situazioni sbagliate. Il Gospel Rap è qualcosa di positivo che arriva ai giovani e dice loro che anche se tutto sembra negativo c'è una speranza che è l'amore, l'amore vero, l'amore di Dio. In ogni caso indipendentemente dal credo sono convinto che la musica deve portare speranza e non distruggere le aspettative dei giovani”. Su di lui sono stati scritti libri, è stato intervistato da televisioni americane, ha partecipato a numerosi talk, uno tra tutti “Italia’s Got Talent” e su di lui stanno realizzando un film. La sua vita è stata difficile, segnata dalla droga dall'abbandono dalla prostituzione. “Prima di conoscerlo odiavo Dio con tutto il mio cuore- ha raccontato Shoek ai giornalisti prima del concerto - Per me Dio era qualcosa che non esisteva era una convinzione mentale. Era un’ideologia completamente astratta, non poteva esserci un Dio che lasciasse succedere tutto quello che mi era capitato. Poi ad un certo punto ho iniziato ad avvicinarmi a Lui. E’ Lui che ha fatto in modo che io guardassi verso la direzione giusta perché Dio era sempre stato al mio fianco ma ero io che mi ero fatto gli affari miei, gestendo la mia vita come mi faceva più comodo e andando in questo modo sempre più in fondo.
Ho provato di tutto: la droga, la prostituzione, amici sbagliati, donne. Tutti mi hanno sempre tradito o fatto del male. E’ stato quando ho toccato il fondo che ho capito che Lui poteva darmi la speranza e dare un significato alla mia vita. Così ho deciso di arrendermi. Ed è stato in quel momento che ho raggiunto la consapevolezza che Lui non mi aveva mai abbandonato”.
Una serata speciale che si è conclusa tra l’entusiasmo dei giovani. “Shoek ha colpito nel cuore perché ha saputo parlare alle nuove generazioni attraverso il linguaggio che i giovani più conoscono” ha detto Ilenia Querin promotrice dell’evento e componente del Gruppo Parrocchiale organizzatore.
“Una serata apprezzata dai giovani ma anche dalle persone più mature- ha detto Don Gabriele Bittante parroco di Sambughè/Preganziol- perché queste tipologie di messaggi sono un po' per tutti. E poi anche la curiosità di vedere un’artista, un po' fuori dal comune, che sà parlare attraverso la musica, e con grande coraggio, del Signore”

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