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Mogliano, un recupero "storico"

L’anno nuovo potrebbe portare il cartello dei “lavori in corso” in centro a Mogliano Veneto, nell’area dell’ex Macevi. La Giunta comunale ha approvato, infatti, giovedì 7 dicembre il Piano di recupero di iniziativa privata dell’area. Gli auspici del parroco, don Samuele Facci.

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Mogliano, un recupero "storico"

L’anno nuovo potrebbe portare il cartello dei “lavori in corso” in centro a Mogliano Veneto, nell’area dell’ex Macevi. La Giunta comunale ha approvato, infatti, giovedì 7 dicembre il Piano di recupero di iniziativa privata dell’area, la cui fase esecutiva vedrà avvio probabilmente nei primi mesi del 2018, con la costruzione di una struttura commerciale e di edifici residenziali. “Siamo molto soddisfatti per aver superato anche l’ultimo traguardo che ci competeva e che sia stata positiva la valutazione del Piano da parte di tutti gli Enti preposti - sottolinea il sindaco Carola Arena -. Qualcuno aveva paventato un altolà al progetto, invece c’è stato il disco verde con qualche lieve prescrizione da parte della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici, recepita dal proponente, ed ora attendiamo che inizino i lavori. E’ un momento importante per la nostra città che vedrà migliorato e di molto il proprio centro”.
L’approvazione da parte della Giunta arriva al termine di un iter iniziato lo scorso giugno con l’adozione del Piano: dopo la pubblicazione è seguito il periodo per le osservazioni, che l’Amministrazione ha valutato e controdedotto, e per la raccolta dei pareri dei vari enti.
Tra le osservazioni presentate anche quella della parrocchia di Mogliano. L’area, infatti, si sviluppa appena dietro il duomo di Santa Maria Assunta e l’abbazia benedettina. La parrocchia sottolineava il contesto religioso della zona, oltre alla delicatezza e al pregio del complesso architettonico, chiedendo una opportuna mitigazione visuale e acustica verso gli immobili da tutelare, in particolare per la grande piastra commerciale prevista. “E’ importante che si arrivi al recupero di un’area che era nel degrado da almeno 20 anni - sottolinea il parroco di Mogliano, don Samuele Facci -, anche se resta il rammarico perché in tutto questo tempo si è persa l’occasione di recuperare il centro storico con delle soluzioni che non fossero prettamente commerciali, destinando l’area ad un utilizzo diverso. Quello che ci auguriamo, come parrocchia, è che sia mantenuta un’attenzione per la delicatezza del sito, una sensibilità che pure abbiamo percepito nell’attuale Giunta”.
Le prescrizioni della Soprintendenza, che sono state recepite dal proponente, riguardano il parcheggio privato antistante la parte commerciale, per il quale è stata chiesta la mitigazione tramite l’impianto di alberature, e lo spostamento di uno dei nuovi fabbricati previsti, parzialmente insistente su un’area vincolata - spiega una nota dell’Amministrazione comunale. Considerata la potenzialità archeologica dell’area, infine, è stato chiesto che i lavori di manomissione del suolo siano assistiti da archeologi professionisti, con la direzione scientifica di un funzionario archeologo della stessa Soprintendenza.
“Anche la Soprintendenza nella sua relazione sottolinea che l’area è stata troppo tempo in stato di abbandono e questa Amministrazione è orgogliosa di aver raggiunto un obiettivo finora fallito per decenni. Si tratta di una storia troppo lunga per ricordarne tutti i particolari. Lunga e lastricata di accuse e di veleni tra chi ha amministrato la città prima di noi. Resta l’amaro in bocca ai moglianesi che fino al 2012 erano proprietari di una parte dell’area, ora interamente in mani private. Ma questa è la situazione che noi ci siamo trovati a gestire”, conclude il Sindaco.
Il recupero dell’area verrà realizzato dalla società Altinos Srl e dal Colorificio San Marco che ne detiene una piccola parte, e prevede la realizzazione di un’area con diverse funzioni interconnesse e con punti di accesso pedonali e ciclabili che la collegano a tutte le aree circostanti.  Ci sarà una parte commerciale, con media struttura di vendita di 2.500 metri quadrati, con altezza media di 4 metri, servita da un parcheggio privato e collocata nella parte nord, tra via Zermanesa, via Verdi ed il retro della Chiesa.
L’ambito residenziale dell’intervento avrà volumi per 36.900 metri cubi e un’altezza massima di 5 piani, prevedendo altezze che degradano nella parte verso il Brolo e la Chiesa, dove saranno 3 i piani possibili. La cubatura totale sarà di 55.000 metri cubi, contro i 73.800 del precedente piano, dal quale era prevista un’altezza di 7 piani.
Il Piano prevede, inoltre, 1500 metri quadrati per una piazzetta, che sarà pubblica, davanti alla casa del Campanaro, verde pubblico, parcheggi, viabilità, marciapiedi e piste ciclabili.
Circa 2 milioni di euro il valore delle opere che verranno corrisposte al Comune in base alla convenzione stipulata con la proprietà.

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