Moglianese
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S. Cuore di Mogliano: la parete absidale del parroco artista

L'opera in mosaico-pittura è stata realizzata da don Vanio Garbujo, con Monica Dotto e Cristina Renosto, e la supervisione di padre Mark Ivan Rupnik. Il 10 gennaio, alle ore 21, in chiesa, ci sarà una serata di spiegazione, primo incontro di un percorso di catechesi dal titolo "Contemporaneamente"

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S. Cuore di Mogliano: la parete absidale del parroco artista

La vigilia di Natale, durante la celebrazione eucaristica, viene benedetta l’opera in mosaico-pittura installata sulla nuova parete absidale creata sul presbiterio della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Mogliano. L’opera è stata progettata e realizzata da Vanio Garbujo, parroco, coadiuvato da due artiste di Paese, Monica Dotto e Cristina Renosto. Gli artisti hanno preso come riferimento l’iconografia di padre Mark Ivan Rupnik e hanno seguito i consigli che Rupnik stesso ha offerto lungo il corso della realizzazione.

Dal punto di vista architettonico la parete absidale è a semicerchio e a forma di tenda. Il desiderio è donare un duplice messaggio al fedele. Il primo: l’abside rappresenta il grembo accogliente del Padre. Lo spazio circolare ricorda l’abbraccio fra le persone e un luogo capace di ospitalità. Il secondo: la forma della tenda ricorda che il popolo di Israele, nel suo pellegrinaggio nel deserto, e l’Arca dell’Alleanza vivevano in delle tende. Al centro di questa tenda (parete absidale) è stata posta la colonna eucaristica, il tabernacolo. Infatti, come Dio nella colonna di fuoco e di nube proteggeva e guidava il popolo alla liberà verso le Terra promessa, così, oggi, il

Risorto, nell’Eucaristia, accompagna e nutre i battezzati.
Sulla parete sono rappresentate alcune pagine bibliche: le nozze di Cana, il miracolo dell’emorroissa, la moltiplicazione dei cinque pani e i due pesci, il Golgota e il grande Gesù Risorto Sacro Cuore, a cui la chiesa è intitolata.

A far da cornice alla parete absidale ci sono due angeli. Gabriele è in corrispondenza dell’ambone. La parola di Dio pronunciata da Gabriele, che fece concepire il Figlio nel grembo di Maria, è la stessa parola proclamata, oggi, dall’ambone e ha la stessa potenza di farci concepire il Figlio nella nostra vita.
L’angelo Raffaele, che significa Dio-guarisce, è stato scelto a protezione di tutti in questo tempo pandemico.

Sulla colonna eucaristica, dove è stato inserito il tabernacolo, trova posto il pellicano, entrato nella simbologia cristiana come emblema di Gesù Cristo. Spesso le sue piume sono tinte di rosso per il sangue delle prede e questo particolare ha probabilmente diffuso la credenza che si lacerasse il corpo pur di conservare in vita i piccoli.
Il 10 gennaio, alle ore 21, in chiesa, ci sarà una serata di spiegazione dell’opera da parte di don Vanio. Questo incontro sarà il primo di un percorso di catechesi bibliche dal titolo “Contemporaneamente”, aperte a tutti, guidate da don Vanio con altri compagni di viaggio, professionisti e artisti: Erica Boschiero, Marco Di Benedetto, Ilaria Cadorin, Arianna Porcelli Safonov, Elisabetta Salvatori. Ecco il calendario: 10 gennaio: “Arte e vastità”; 31 gennaio: “E’ bellezza che s’alza”; 28 febbraio: “Ladri di Dio”; 4 aprile: “Questo immenso non sapere”; 9 maggio: “Non t’importa di noi?”; 30 maggio: “Squarci di vastità”.

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