Montebellunese
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A Montebelluna spunta l'agricoltura di gruppo

Il progetto, in località Campilonghi, portato avanti da una decina di persone riunite in Gast.Con l'obiettivo di recuperare e far rivivere pienamente una zona agricola di circa 3 ettari

Parole chiave: montebelluna (254), sostenibilità (21), stili di vita (19), agricoltura (63)
A Montebelluna spunta l'agricoltura di gruppo

Recuperare e far rivivere pienamente una zona agricola di circa 3 ettari (30.000 metri quadrati) per dar vita a un nuovo modo di gestione economica sostenibile della terra, secondo principi etici/culturali, (gestione ecologica e sostenibile della terra, condivisione di valori, avvicinamento dell’agricoltura a chi vive in città, vendita di prodotti biologici e sostegno di un’agricoltura eco-compatibile).
Obiettivi sono realizzare una produzione biologica e una filiera breve per sviluppare, inoltre, uno stretto legame  tra produttori e consumatori, in modo che non siano l’ultimo anello della catena distributiva.
Pochi gli esempi in Italia
E’ il progetto, in località Campilonghi nel territorio comunale montebellunese, che alcune decine di persone che abitano a Trevignano e a Montebelluna, unitesi in un Gast (Gruppo di acquisto solidale terreno), stanno portando avanti da alcuni mesi e che con il nuovo anno sta velocemente decollando.
In Italia sono ancora poche le esperienze di acquisto terreno in gruppo, visto che ne sono state avviate alcune solo a partire dal 2009. Ecco allora che il Gast montebellunese, nato all’interno di un Gruppo di acquisto solidale (Gas), si propone anche come apripista nel settore.
“Rispetto alle altre poche esperienze italiane che privilegiano di più gli aspetti economici, cioè l’investimento e il profitto – sottolineano i promotori dell’iniziativa nella loro presentazione del progetto -, il gruppo Gast di Montebelluna-Trevignano si pone anche degli obiettivi di carattere culturale, sociale e di sostenibilità delle scelte individuali, come il recupero di una porzione di territorio agricolo ancora integro da un punto di vista ambientale, ma insidiato dalla dilagante cementificazione e il rilancio dell’imprenditoria agricola giovanile qualificata, tanto che in questi ultimi anni, il ritorno dell’interesse verso l’agricoltura è testimoniata dalla crescita delle iscrizioni negli istituti agrari, dopo un prolungato trend negativo”.
In linea con le proprie finalità etiche e culturali, altri scopi del progetto Gast sono di far crescere la produzione di alimenti biologici, di ristrutturare la costruzione che si trova all’intero del fondo agricolo, con la prospettiva di realizzare un centro per attività didattiche – culturali e di produzione agroalimentare (conserve, marmellate, sughi di verdure) e, allo stesso tempo, di sviluppare collaborazioni con altri Gruppi di Acquisto solidali locali e, specialmente, di coinvolgere sempre più i consumatori nella gestione quotidiana dell’azienda, che verrà guidata  dal proprietario di un’azienda agricola biologica di Trevignano.
Opportunità per le generazioni future
Il Gast montebellunese, difatti, crede fortemente che questo nuovo modello di “fare agricoltura rappresenti un’opportunità importantissima per le generazioni future e possa essere un volano per discutere sui cibi e sull’agricoltura di qualità e, di pari passo,  per contribuire a dar vita a una visione positiva del mondo agricolo oggi, spesso invece poco considerato dai più e non appetibile”.
Giovanni Cosatti

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