Montebellunese
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Decennale della Collaborazione pastorale di Trevignano, dal 2 al 4 dicembre

Le quattro parrocchie del territorio hanno festeggiato il decennale di fondazione della Collaborazione pastorale, "comunità di comunità, che cammina insieme".

Decennale della Collaborazione pastorale di Trevignano, dal 2 al 4 dicembre

Le mani continuano a stringersi, le braccia a sostenersi, la ruota continua a girare. Ricorre in questi giorni il decennale dell’istituzione canonica della Collaborazione Pastorale di Trevignano, che comprende le quattro parrocchie del territorio comunale, ben rappresentate nel logo ufficiale da altrettanti arti superiori di diverso colore, che convergono verso il centro, mantenendo la propria identità e forgiandone una nuova. 

“Non c’è aspetto della vita pastorale – racconta il moderatore e parroco di Falzé e Trevignano, don Silvio Caterino – che non sia in forma collaborativa e condivisa. Pur nella diversità delle storie e di alcune fatiche attraversate in questi anni, questa collaborazione funziona ed è una comunità di comunità che cammina insieme, non solo sulla carta, ma con il cuore aperto verso ciò che il Signore chiede”.

Un impegno condiviso nato... a Lorenzago di Cadore

Le radici dell’impegno condiviso dei parroci e dei fedeli di Trevignano, Falzé, Musano e Signoressa affondano simbolicamente le loro origini tra gli alberi del bellunese. “Era l’estate del 2004 – ricorda don Rolando Nigris – e il vescovo Andrea Bruno Mazzocato, durante una passeggiata nei boschi di Lorenzago di Cadore, mi comunicò la mia nuova destinazione, quella di parroco a Falzè e Trevignano. A questo aggiunse che il progetto era più ampio, ovvero implementare la collaborazione tra le quattro parrocchie nel Comune di Trevignano. Accolsi la notizia con disponibilità e curiosità”. Ci vollero otto anni di cammino prima della solenne istituzione, che avvenne all’inizio dell’Avvento 2012, assieme anche alle Collaborazioni di Volpago, Zero Branco e Treviso. 

“Ciò che trovai al mio arrivo - prosegue -  aveva già il sapore della collaborazione, particolarmente in due ambiti pastorali: la Caritas e le scuole dell’infanzia. E non fu difficile interessare anche gli ambiti della catechesi, della pastorale giovanile, della liturgia. L’esperienza del Consiglio della Collaborazione è stata un esercizio di corresponsabilità: ho trovato laici e laiche davvero appassionati del Signore e della Chiesa. Preziosa è stata la presenza delle cooperatrici pastorali diocesane che ci hanno aiutati a mantenere vivo lo sguardo su una pastorale d’insieme. E per noi preti è stato importante imparare ad ascoltare cordialmente e valorizzare l’apporto di ciascuno”.

Fu proprio quella nomina, per la prima volta un solo parroco per due parrocchie, a dare un impulso significativo a ciò che si sarebbe sviluppato negli anni successivi. 

Dieci anni fa Musano era guidata da don Erminio Gardin e Signoressa da don Lorenzo Tasca, dal 2019 ritornato in terra di missione in Paraguay. 

“Festeggiare questo anniversario dei 10 anni di vita della Collaborazione Pastorale di Trevignano è qualcosa di importante perché significa ricordare una storia, incontri, riflessioni, scelte… che hanno accompagnato le parrocchie di Falzè, Musano, Signoressa e Trevignano a formare la Collaborazione”, ricorda il sacerdote, che per un paio d’anni ha avuto la cura pastorale anche di Musano.

“Io ero arrivato a Signoressa, come parroco, due anni prima, nell’ottobre 2010, e ho respirato subito un clima di collaborazione in quanto erano già attive esperienze interparrocchiali, soprattutto di formazione delle catechiste e dei giovani. Durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani nel mese di gennaio si celebrava la Messa feriale a comunità riunite. Sono stati piccoli segni di collaborazione che hanno accompagnato il cammino già avviato in Diocesi fino ad arrivare alla “istituzione formale” della Collaborazione pastorale”. 

Non tutto è stato facile in questo lungo cammino

Non tutto era stato facile, specialmente in fase di avvio, come avevano raccontato gli stessi sacerdoti a ridosso della visita pastorale del vescovo Gianfranco Agostino Gardin nel 2014. “La nascita formale della Collaborazione è stata accolta con fatica, ma non con aperta opposizione. Adesso possiamo dire con certezza che non tornerebbero indietro nel cammino fatto neanche i laici, perché per catechismo, formazione, pastorale giovanile e anche Caritas non ci sono le forze sufficienti in una singola parrocchia. Mentre collaborando si ottengono maggiori risultati”. Lo si diceva otto anni fa e lo si sostiene con ancor maggiore convinzione oggi. “Sono stati dieci anni di crescita – aggiunge don Tasca - , di apertura sempre maggiore tra le quattro parrocchie nello spirito evangelico del camminare assieme, quasi un anticipo del lavoro sinodale di questi ultimi anni, seguendo l’invito di Gesù di andare assieme ad evangelizzare il mondo, non ognuno per conto proprio”. 

Negli anni vissuti dentro la Collaborazione don Lorenzo testimonia di aver visto progredire il senso di comunione e fratellanza che ha ispirato la nascita di questa, ormai non più nuova, forma di azione pastorale. “Ho visto crescere un reale desiderio di rafforzare sempre più questo cammino di collaborazione e auguro che questo possa continuare nello spirito delle prime comunità cristiane, dove tutti si univano per collaborare ciascuno con i propri doni e talenti”. “Sono contento – gli fa eco don Rolando - che il Signore continui a benedire questa Collaborazione, piccolo ma autentico segno della Chiesa in cammino”. 

Il volto di ogni parrocchia non si perde, ma viene valorizzato

Al tratto di strada fatto nel suo primo decennio hanno partecipato anche don Paolo Dotto, per un paio d’anni a Signoressa e Musano, dove ha fatto il suo ingresso poche settimane fa don Daniele Giacomin.

 “Vorrei rassicurare - conclude don Silvio – altre Collaborazioni, che magari stanno facendo un po’ di fatica e temono di perdere le singole identità. La nostra esperienza dice che non è così, il volto di ogni parrocchia non si perde, ma viene valorizzato. E’ significativo che ogni comunità si percepisca non più da sola, ma regolarmente e ordinariamente in riferimento alle altre. E’ un vento contrario alla tendenza sociale alla regressione verso l’individualismo, accentuata dalla pandemia. E per noi è la forza della comunione, che vogliamo celebrare anche in questi giorni alla presenza di due vescovi, testimoniando visibilmente l’unità con la Chiesa diocesana”.

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