Montebellunese
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Diritti acquisiti nelle cave: i timori nel Montebellunese

Preoccupazione nel Montebellunese e nell’area montelliana per un possibile incremento dell’attività di escavazione con l’apertura o l’ampliamento di ulteriori cave, specialmente dopo che fra qualche anno saranno conclusi i lavori della Superstrada Pedemontana Veneta, in una zona del Trevigiano già da decenni trasformata in un gruviera.

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Diritti acquisiti nelle cave: i timori nel Montebellunese

Preoccupazione nel Montebellunese e nell’area montelliana per un possibile incremento dell’attività di escavazione con l’apertura o l’ampliamento di ulteriori cave, specialmente dopo che fra qualche anno saranno conclusi i lavori della Superstrada Pedemontana Veneta, in una zona del Trevigiano già da decenni trasformata in un gruviera. La nuova legge regionale sulle cave e il Piano regionale per l’attività di cava (Prac), approvata a marzo 2018, toglie difatti poteri ai Comuni sulla pianificazione dell’attività di cava, ed elimina il parere della Provincia, che in passato poteva porre il veto. Lo ha messo in luce il consigliere regionale d’opposizione Andrea Zanoni (Pd), vicepresidente della commissione Ambiente e relatore di minoranza sia della legge come del Piano Cave, in un recente incontro svoltosi a Volpago del Montello. “Il nuovo Piano cave, arrivato con 36 anni di ritardo - ci ha detto il consigliere regionale - è condizionato da anni di rilasci di decine di autorizzazioni che vengono ora trasformate in «diritti acquisiti». Una palla al piede che rischia di farlo diventare uno strumento inefficace e inutile. Difatti la normativa approvata nei mesi scorsi, potrà consentire ulteriori escavazioni per 69 milioni di metri cubi nella fascia della provincia di Treviso fra Montebelluna e Vedelago”. E’ stato abolito, infatti, il limite del 3% del territorio che è possibile scavare, rispetto alla superficie comunale e viene garantita la durata perpetua delle concessioni di escavazione. “E’ stato affermato - ha evidenziato Zanoni - che in provincia di Treviso, questo Piano prevede zero metri cubi di sabbie e ghiaia da estrarre. Ma non è un’affermazione corretta, poiché ci sono le autorizzazioni già acquisite dai cavatori. E nella Marca ci sono 69 milioni di metri cubi scavabili, 18,6 nei prossimi dieci anni. Riserve che sono state agevolate grazie al vuoto pianificatorio di 36 anni. E’ un Prac monco, condizionato dagli errori del passato”. Secondo Zanoni, inoltre, la legge regionale sarebbe lacunosa per quanto riguarda la Valutazione ambientale strategica (Vas), il Rapporto ambientale e la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca).  Senza contare il fatto che è stata impugnata dal Governo di fronte alla Consulta perché sollevata un’eccezione di incostituzionalità relativa a disposizioni regionali che sarebbero di competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente. (G.C.)

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