Montebellunese
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Il controllo del vicinato decolla anche a Montebelluna

L'iniziativa sta prendendo piede nei quartieri. A Biadene si è creato il gruppo che fa riferimento al Villaggio Granzotto e comprende i rappresentanti di circa 30 famiglie residenti. A Mercato Vecchio, il gruppo è formato da circa 80 persone. Due invece i gruppi che si stanno costituendo a Caonada, mentre nel Quartiere Bertolini si costituirà un gruppo di circa 50 persone.

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Il controllo del vicinato decolla anche a Montebelluna

Prosegue la costituzione dei gruppi di controllo vicinato nel territorio montebellunese. Si ricorda che all’inizio dell’autunno c’è stato un incontro in auditorium della biblioteca per la presentazione dell’iniziativa cui sono seguiti gli incontri presso le diverse frazioni. Da gennaio sono scattate le adesioni volontarie che sono ancora in corso e i primi dati significativi, con già oltre 200 adesioni.

Questi i dati trasmessi dall’assessore Antonio Romeo che, su disposizione del sindaco, ha curato le presentazioni nelle frazioni assieme al Comandante della Polizia Locale, Stefano Milani.

A Biadene si è creato il gruppo che fa riferimento al Villaggio Granzotto e comprende i rappresentanti di circa 30 famiglie residenti. A Mercato Vecchio, il gruppo, che comprende anche Capodimonte, è formato da circa 80 persone. Due invece i gruppi che si stanno costituendo a Caonada, ciascuno di circa venti persone mentre nel Quartiere Bertolini a breve si costituirà un gruppo di circa 50 persone.

Seguiranno gli incontri nelle altre frazioni dove sono state raccolte adesioni: San Gaetano-Sant'Andrea: (circa 30) a Posmon-Contea (circa 20) e a Guarda (circa 30). Si programmeranno un altro incontro per la frazione di Busta e per il Centro.

Interviene il sindaco, Marzio Favero: “Ringrazio Antonio Romeo che, ricordo, è stato anche maresciallo dei Carabinieri, il Comandante della Polizia locale di Montebelluna, Stefano Milani, e i comitati civici per il lavoro di proselitismo sviluppato negli ultimi tre mesi che ci porta ad avere una base adeguata per avviare il progetto di sorveglianza di vicinato. Ricordo che si tratta di un’iniziativa su base volontaria. Coloro che aderiscono sono tenuti ad iscriversi all’associazione nazione di Controllo di vicinato e a individuare poi i riferenti che si rapporteranno con il sindaco e la Polizia locale e che a loro volta si interfacceranno per i temi che riguardano l’ordine pubblico con i Carabinieri e la Guardia di Finanza. L’obiettivo è quello di ricostruire un senso di comunità attraverso la ricostruzione di rapporti tra persone che abitano le stesse frazioni e le stesse vie e che finora hanno avuto poche occasioni per frequentarsi e solidarizzare tra loro”.

Il progetto non è “in alcun modo assimilabile a quello delle ronde di alcuni anni fa. Non prevede quindi che vi siano persone identificabili con dei giubbotti che effettuano ispezioni. Si tratta piuttosto di avere quell’attenzione per il luogo in cui si abita che tiene conto anche di eventuali presenze sospette. Nel qual caso si dovrà procedere con delle segnalazioni qualificate che serviranno per mettere in azione gli attori più opportuni”.

Fonte: Comunicato stampa
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