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MeVe: documentare ciò che stiamo vivendo

Il Memoriale veneto della Grande guerra propone la mostra: "Istantanee dal presente. Testimoni al tempo del Covid-19 - Il rumore del silenzio", visitabile dal 4 marzo al 30 maggio prossimi

MeVe: documentare ciò che stiamo vivendo

A un anno di distanza dall’esplosione della pandemia e del lookdown, il Comune di Montebelluna e il Memoriale veneto della Grande guerra presentano la mostra “Istantanee dal presente. Testimoni al tempo del Covid19 - Il rumore del silenzio”, visitabile dal 4 marzo al 30 maggio prossimo. L’esposizione ha avuto origine il 14 aprile 2020 dal progetto ideato nel periodo di isolamento e di chiusura. Così, dopo diversi mesi di lavoro a raccogliere le foto, le storie gli oggetti, le testimonianze video, provenienti da diverse parti d’Italia, e gli scatti del fotografo Daniele Maccagnan, il progetto “Istantanee” è diventato una mostra “che ha lo scopo proprio di fermare una serie di immagini relative a questo presente – sottolineano dal MeVE - documentarlo e interpretarlo con gli strumenti di solito utilizzati dagli storici, consapevoli dei limiti di essere studiosi di fenomeni rispetto ai quali non siamo estranei. Anche le pandemie, esattamente come i grandi e piccoli conflitti umani della Storia, meritano di essere raccontate, ricordate e tramandate. Perché fare memoria significa riflettere su ciò che è opportuno ricordare ma anche su ciò che è pericoloso consegnare all’oblio”.

Proprio per questo, infatti, è partito l’invito rivolto a tutti, nell’aprile scorso da parte del MeVE, di prendere parte a un racconto collettivo, con l’obiettivo di testimoniare quanto stava accadendo nel corso della pandemia. Lo spunto – spiegano dal MeVE - si è sviluppato soprattutto riflettendo su quanto accaduto 100 anni fa all’Influenza spagnola: nonostante abbia rappresentato l’ondata di morte per malattia più sconvolgente della storia, a poco più di un secolo dai fatti si tratta di un evento la cui memoria è andata quasi del tutto dispersa, lasciando solo labili tracce tra i ricordi familiari. A chi ha partecipato al progetto «Istantanee» è stato chiesto di scegliere da 1 a 10 oggetti che raccontassero il lockdown, di fotografarli e di spiegare attraverso un breve testo o un audio il motivo per cui avevano scelto quegli oggetti. E all’inizio di febbraio, i partecipanti hanno superato il centinaio”.

“Le istantanee ricevute – sottolineano gli organizzatori dell’originale evento - hanno permesso una riflessione su alcuni nuclei tematici molto forti, emersi in maniera trasversale. Primo tra tutti la profonda ridefinizione del concetto di tempo, ma anche il rapporto tra i concetti di «dentro» e «fuori» e «vicino» e «lontano». Rapporti totalmente ridefiniti dalla tecnologia, che ha avuto la capacità di tenere saldi alcuni legami, collocandoli però in dimensioni temporali e spaziali del tutto virtuali e, proprio per questo, alienanti. Le istantanee toccano in maniera molto forte altri temi non strettamente correlati alla pandemia ma da essa fortemente ridefiniti: ne sono un esempio la maternità e il lavoro ridefinito dallo smartworking e dai dispositivi di sicurezza o perso a causa della crisi economica innescata dal Covid-19”.

La seconda fase dell’iniziativa ha visto la registrazione di un’intervista ai partecipanti a Istantanee, trasformando il tutto in un progetto di storia orale.

Ora con “Istantanee dal presente” diventa realtà il suggestivo percorso di fare Storia del tempo attuale attraverso i contenuti creati dal pubblico. Arricchiscono, poi, il percorso espositivo le fotografie di Daniele Maccagnan, che nel corso dell’ultimo anno ha collezionato migliaia di scatti che documentano gli effetti paradossali della pandemia sulle nostre città, nel nostro quotidiano.

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