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Campane a festa a Rustega e Loreggia

Le parrocchie hanno celebrato con il vescovo Michele il ritorno delle loro campane dopo i lavori di restauro

Parole chiave: rustega (8), loreggia (14), campane (9), vescovo michele (135), benedizione (8)
Campane a festa a Rustega e Loreggia

Settimane memorabili per le parrocchie di Rustega e Loreggia: entrambe le parrocchie celebrano il ritorno delle loro campane dopo i lavori di restauro delle campane e delle celle campanarie dei rispettivi campanili promosse dai parroci di Rustega, don Claudio Bosa e di Loreggia, don Antonio Cusinato.

Si tratta per le comunità di un avvenimento storico, artistico e di fede veramente unico: a Rustega la solenne benedizione delle sei campane è avvenuta qualche settimana fa durante la celebrazione eucaristica domenicale presieduta da don Paolo Slompo, mentre a Loreggia si è tenuta domenica 15 maggio da parte del vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, durante la celebrazione eucaristica vissuta all’aperto nel sagrato. Alla santa messa hanno partecipato mons. Fernando Mason, originario di Loreggia e vescovo emerito di Piracicaba (Brasile), il parroco don Antonio Cusinato, oltre ai già parroci don Aldo Pinaffo e don Leone Cecchetto.

Entrambi i campanili di Rustega e Loreggia ospitano 6 campane: a Loreggia, alle 5 campane è stata aggiunta, infatti, una nuova campana, dedicata agli ultimi tre parroci: don Aldo Pinaffo, mons. Leone Cecchetto e don Antonio Cusinato (parroco pro tempore): il concerto potrà essere svolto in modalità elettronica oltre che in modalità manuale.
Il ritorno delle campane è stato accolto con molta gioia ed emozione dai parrocchiani, molti dichiarano, infatti, la consapevolezza del valore altamente simbolico e del legame con le campane: esse infatti sono la voce della fede e della storia di queste comunità, come ha ricordato il vescovo Michele nella celebrazione eucaristica presieduta a Loreggia domenica 15 maggio, durante la quale ha anche rimarcato che il suono che le campane emettono non conosce barriere e confini. Le campane, con i loro rintocchi quotidiani, invitano le comunità cristiane a essere sempre aperte per accogliere tutti, evitando sterili “campanilismi”. Il suono delle campane scandisce le ore e i tempi per la preghiera, chiama il popolo a celebrare i santi misteri, segnala gli eventi lieti e tristi per tutta la comunità, insomma sono parte integrante della quotidianità di tutti.

Ben curata è stata la comunicazione di questo evento nelle comunità, ed è stata apprezzata dai parrocchiani i quali hanno potuto riscoprire il valore e il significato delle campane tramite depliant, pannelli esplicativi e appositi video. Grande è stata la sorpresa nel conoscere uno spaccato della storia che non era neanche immaginato, proprio perché le campane, finora, non erano mai state viste così da vicino.

L’occasione è stata davvero un toccasana per le comunità di Rustega e di Loreggia, che in questi tempi difficili hanno potuto vivere un grande momento di speranza, veramente favorevole per rinsaldare le relazioni e il senso di appartenenza alla comunità.
Nelle prossime settimane le campane verranno installate e riprenderanno a squillare nei cieli di Rustega e di Loreggia, e sarà un’altra bella occasione di festa e di ritrovo per le comunità.
Vale la pena richiamare e consegnare alla memoria, la poesia di Gianni Rodari, “Campane di Pasqua”, che il parroco di Loreggia, don Antonio Cusinato, ha letto durante il rito della benedizione: “Campane di Pasqua festose che a gloria quest’oggi cantate, oh voci vicine e lontane che Cristo risorto annunciate, ci dite con voci serene: «Fratelli, vogliatevi bene! Tendete la mano al fratello, aprite le braccia al perdono; nel giorno del Cristo risorto ognuno risorga più buono!» E sopra la terra fiorita, cantate, oh campane sonore, ch’è bella, ch’è buona la vita, se schiude la porta all’amore”.

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