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Chiesa che splendore! A Loreggia riaperto il presbiterio

I lavori stanno volgendo verso la conclusione e la chiesa di Loreggia comincia a rivelare il tesoro che nascondeva sotto strati di tinte e scialbature sovrapposti nel corso degli anni.

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Chiesa che splendore! A Loreggia riaperto il presbiterio

I lavori stanno volgendo verso la conclusione e la chiesa di Loreggia comincia a rivelare il tesoro che nascondeva sotto strati di tinte e scialbature sovrapposti nel corso degli anni.
Ai fedeli che domenica scorsa sono entrati per partecipare alle funzioni liturgiche è apparsa l’immagine radiosa dell’abside e del presbiterio, liberati delle impalcature che li ricoprivano da quasi nove mesi.
Per la prima volta dopo oltre due secoli e mezzo si può nuovamente ammirare la bellezza delle decorazioni originarie mirabilmente riportate alla luce da un restauro minuzioso e competente.
Già dal riscontro dei primi saggi effettuati sulla volta dell’abside i restauratori si sono resi conto di essere di fronte ad un capolavoro.
L’abside e il presbiterio hanno manifestato la ricchezza degli elementi ornamentali che si celavano sotto uno strato di tinteggiatura omogenea che impediva di svelare la loro intrinseca bellezza.
Che le decorazioni dell’abside e del presbiterio fossero qualcosa di straordinario lo si era capito già nel 1975, quando la chiesa fu interessata da un energico restauro che eliminò la colorazione scura frutto degli interventi della fine dell’ottocento inizi del novecento. Ma l’intervento di 40 anni fa si fermò ad uno stadio intermedio tra l’immagine incupita dell’inizio del secolo 20° e l’immagine originale della metà del 1700.
Ora l’opera è stata completata con la riemersione dei colori e degli elementi architettonici posti in opera da chi aveva pensato e progettato il loro inserimento nella chiesa di Loreggia. Durante le fasi del restauro sono emerse a poco a poco caratteristiche artistiche e nella lavorazione dei materiali che rappresentano un unicum nell’arte sacra della diocesi trevigiana.
Gli elementi architettonici presenti nella cupola del presbiterio che fanno da contorno alla figura del Padre Eterno, nella semi cupola, a delimitare gli spicchi che ne movimentano la volta e nella parete dell’abside quale contorni e motivi di abbellimento dei cinque quadri ivi presenti, questi elementi sono stati costruiti con materiale il cui impasto conteneva anche il colore. Le nervature, le modanature, le cimase, presentano colori che vanno dal rosa, al vinaccia, dal grigio, al verde-grigio, che essendo stati impastati “a fresco” hanno mantenuto intatte nel tempo le caratteristiche originarie.
L’insieme delle decorazioni si adagiano su un fondo bianco avorio che ne esalta la bellezza e la ricchezza compositiva.
La parte mediana del presbiterio e dell’abside sono occupati dalle opere artistiche più importanti: i sei quadri con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. Il restauro ha messo in luce una caratteristica particolare: i cinque quadri dell’abside hanno le figure colorate a fresco su fondo bianco avorio, in pratica l’autore ha messo in “negativo” i quadri dell’abside rispetto ai più importanti quadri del presbiterio.
Ora si attende la conclusione definitiva dei lavori con la liberazione dell’aula dalle armature del cantiere per ammirare l’intero tempio nella sua luce originaria.

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